MAGLIANO IN TOSCANA. Un messaggio semplice ma forte: “+Amore – Guerra”. È la nuova installazione voluta dal Comune di Magliano in Toscana e comparsa sotto il grande cuore luminoso che accompagna l’arrivo dei visitatori nel borgo.
L’iniziativa è stata promossa dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Gabriele Fusini con l’obiettivo di lanciare un segnale di pace, speranza e unità, in un momento segnato da tensioni internazionali e conflitti.
Il cuore luminoso diventa simbolo di pace e comunità
«Ci crediamo così tanto – spiegano il primo cittadino – che abbiamo voluto scriverlo sotto il nostro grande cuore luminoso, il cuore della comunità maglianese».
La nuova scritta è stata installata proprio in questi giorni, in vista delle prossime festività pasquali, per rafforzare un messaggio che richiama i valori della solidarietà e della convivenza.
«La pace comincia con un sorriso»
Il Comune richiama anche una celebre frase di Madre Teresa di Calcutta: «La pace comincia con un sorriso».
Un pensiero che l’amministrazione ha scelto di fare proprio: «Crediamo davvero che con un sorriso, un messaggio positivo e una comunità unita si possa dare un contributo concreto per un mondo di pace», dicono a Magliano.
L’amministrazione sottolinea come, pur trattandosi di un piccolo Comune, sia importante esprimere pubblicamente una posizione davanti alle difficoltà del presente.
«Vogliamo ribadirlo a gran voce – spiega il primo cittadino Gabriele Fusini – perché di fronte alle tensioni internazionali e alle difficoltà quotidiane è doveroso impegnarsi, ognuno nel proprio piccolo».
«Anche un piccolo gesto può avere valore»
Per la realizzazione dell’installazione il Comune ha ringraziato RF Light Glow, che ha curato ancora una volta l’allestimento.
«È un’installazione che valorizza e dà ancora più colore alle mura del paese e rispecchia lo spirito della nostra comunità», dicono.
Il messaggio finale dell’amministrazione guarda oltre il gesto simbolico: «Sarà anche solo un granello di sabbia nel deserto, ma se i granelli diventassero tanti forse un giorno si potrebbero fermare anche i carro armati».



