«A Follonica manca un’aula e gli studenti non hanno neppure l’acqua»: docente scrive al ministro | MaremmaOggi Skip to content

«A Follonica manca un’aula e gli studenti non hanno neppure l’acqua»: docente scrive al ministro

Nella lettera aperta il docente e giornalista denuncia carenza di aule, disagi alle superiori e ritardi nei progetti scolastici. Non solo: il servizio per lo scuolabus alle elementari non sarebbe garantito a tutti i bambini
Scuola superiore di Follonica

FOLLONICA. Una lettera aperta indirizzata al ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara per raccontare, dal punto di vista di un genitore e docente, luci e ombre del sistema scolastico follonichese.

A firmarla è Marco Colombo, docente e giornalista, che parte da una riflessione sul significato degli scioperi nella scuola e arriva a mettere in fila criticità strutturali e organizzative che riguardano i diversi livelli dell’istruzione cittadina. Problemi che interessano sia l’amministrazione comunale di Follonica sia la Provincia di Grosseto. 

«Ogni sciopero è un disagio, ma anche una richiesta di ascolto»

«Un altro sciopero, un altro disagio per le famiglie», scrive Colombo, osservando come spesso i genitori vivano il mondo della scuola senza conoscerne tensioni e problemi interni.

Nella lettera racconta anche una scelta personale: quella di avvicinarsi direttamente all’insegnamento insieme alla moglie, insegnante madrelingua, per comprendere dall’interno il sistema educativo frequentato dai propri figli.

Il modello nido e il progetto 0-6

Tra gli aspetti positivi Colombo cita il sistema dei nidi in Toscana, definito «un’isola felice» grazie alla misura regionale dei nidi gratis promossa dal presidente Eugenio Giani. Secondo il docente si tratta di una politica sociale che dovrebbe essere estesa a livello nazionale, perché consente alle famiglie di conciliare lavoro ed educazione senza sostenere costi troppo elevati.

I problemi alle elementari: scuolabus e servizi insufficienti

Nella lettera emerge però anche una prima critica ai servizi scolastici locali. Secondo Colombo, il trasporto scolastico, pur essendo un servizio fondamentale, non sarebbe stato considerati essenziale al punto da garantire copertura per tutte le richieste. «Alcuni bambini non hanno potuto usufruire dello scuolabus per l’aumento delle domande», scrive.

Il nodo più grave: le superiori senza spazi e senza servizi

Il passaggio più duro riguarda l’istituto superiore cittadino, dove studiano circa 1.200 ragazzi.

Colombo denuncia una situazione che definisce «tragica», e parla di assenza di distributori automatici da inizio anno scolastico, con la conseguente impossibilità di acquistare acqua o snack. Inoltre ci sarebbe una classe senza aula costretta a ruotare un’altra classe è invece stata spostata in aula magna per le infiltrazioni d’acqua.

«Il diritto allo studio non può essere una riffa»

Secondo il docente, per il secondo anno consecutivo manca un’aula e non sono state previste soluzioni alternative. «Come se il diritto all’istruzione fosse una riffa» scrive.

Pnrr e ritardi nella didattica

Nella lettera si fa riferimento anche alle difficoltà nell’attuazione dei progetti finanziati dal Pnrr. Secondo Colombo, molti professionisti esterni chiamati a supportare l’attività scolastica vengono retribuiti con tempi troppo lunghi, «come fossero fornitori aziendali».

L’esempio positivo: il Polo Amiata Ovest

Accanto alle criticità, Colombo indica anche una realtà virtuosa: il Polo Amiata Ovest, guidato dal dirigente Cristiano Palla.

Viene citato in particolare il progetto europeo TIME Training in Mobility for Europe, che coinvolge studenti diciassettenni in un percorso di preparazione linguistica con esperienza finale a Dublin.

L’appello finale al ministro

La conclusione della lettera è un invito a leggere gli scioperi non solo come disagio, ma come richiesta di miglioramento.

«Ogni volta che vedo insegnanti e collaboratori scioperare credo che lo facciano anche per il bene dei nostri figli. Con la speranza che qualcuno al ministero e negli uffici scolastici regionali li ascolti».

Autore

Riproduzione riservata ©

pubblicità

Condividi su

Articoli correlati