Grampo morto alla Sterpaia, l’autopsia rivela parassiti e stomaco vuoto: le cause restano un mistero | MaremmaOggi Skip to content

Grampo morto alla Sterpaia, l’autopsia rivela parassiti e stomaco vuoto: le cause restano un mistero

Il giovane cetaceo trovato sulla spiaggia di Perelli era debilitato e non mangiava da giorni. Le cause della morte restano sconosciute. Lo scheletro sarà esposto all’Oasi WWF della Giannella
Grampo spiaggiato alla Sterpaia (foto di Fabio Brinati)

PIOMBINO. Era un giovane maschio di grampo, lungo 2 metri e 35 centimetri e pesante 137 chili, il cetaceo trovato morto lo scorso 29 ottobre sulla spiaggia della Sterpaia, nella zona di Perelli.
Le prime analisi effettuate dai veterinari hanno rivelato che l’animale era probabilmente debilitato, non si nutriva da alcuni giorni e presentava un’importante infestazione di parassiti nell’apparato digerente. Le cause della morte, tuttavia, non sono ancora state accertate.

A fornire i primi risultati degli accertamenti è Arpat, l’Agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana, in una nota stampa.

Stomaco vuoto e parassiti, cosa ha rivelato l’autopsia

Dopo la segnalazione di un cittadino alla Capitaneria di porto di Piombino, il grampo era stato recuperato dal personale di Arpat e trasferito all’Istituto zooprofilattico sperimentale del Lazio e della Toscana, nella sede di Pisa, per gli accertamenti.

L’esame necroscopico non ha evidenziato lesioni particolarmente rilevanti, ma ha permesso di individuare alcuni elementi sulle condizioni di salute dell’animale.

Nonostante conservasse uno strato di grasso sottocutaneo superiore ai tre centimetri, segno di riserve corporee ancora consistenti, il giovane grampo aveva lo stomaco e l’intestino completamente privi di residui alimentari. Una condizione che, insieme alla presenza di un’importante parassitosi nell’apparato digerente, fa ipotizzare che fosse debilitato e che avesse smesso di alimentarsi da alcuni giorni.

Non è però possibile stabilire se questi problemi abbiano provocato direttamente la morte. Saranno gli ulteriori esami virologici, batteriologici, chimici e istologici a verificare l’eventuale presenza di patologie concomitanti.

Un delfino raro, solo sette spiaggiamenti rilevati da Arpat in vent’anni

Il grampo (Grampus griseus) è una specie di delfino poco comune da osservare, nonostante sia uno degli otto cetacei che popolano le acque del Santuario Pelagos, l’area marina protetta internazionale di cui fa parte anche il mare toscano.

Dal 2006 a oggi Arpat ha rilevato appena sette esemplari spiaggiati, mentre la banca dati nazionale ne registra 18 lungo le coste della Toscana nell’intero periodo compreso tra il 1987 e il 2026. Tra i ritrovamenti più significativi ci sono quelli di due femmine, probabilmente madre e figlia, rinvenute a Viareggio nel 2012.

Questa specie può raggiungere i tre metri e mezzo di lunghezza e i 400 chilogrammi di peso. Vive prevalentemente in acque profonde, soprattutto nelle zone caratterizzate da canyon sottomarini, dove caccia calamari e altri cefalopodi.

A renderla riconoscibile sono la testa arrotondata e le numerose cicatrici biancastre che attraversano il corpo grigio. Si tratta di segni provocati spesso dai denti di altri grampi durante le interazioni sociali, ma anche dai morsi delle prede.

L’esemplare recuperato a Perelli aveva pochi graffi, concentrati sulla testa, una caratteristica compatibile con la giovane età. Sul corpo erano invece presenti alcune cicatrici circolari, probabilmente lasciate dai calamari catturati durante la caccia.

Il suo scheletro sarà esposto all’Oasi WWF della Giannella

La storia del giovane grampo non finirà con gli accertamenti scientifici. Una volta completate le analisi, infatti, lo scheletro verrà recuperato da WWF Toscana e destinato a Casa Pelagos, l’allestimento museale interattivo ospitato nello storico casale spagnolo della Giannella, all’interno dell’Oasi WWF e Riserva naturale di Orbetello.

Qui l’esemplare diventerà uno strumento di conoscenza e sensibilizzazione, permettendo ai visitatori di scoprire da vicino le caratteristiche di una specie che vive nelle profondità del Mediterraneo e che raramente è possibile osservare.

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