GROSSETO. Sono passati più di quattro mesi da quando sua moglie è stata ricoverata d’urgenza all’ospedale Misericordia di Grosseto, ma i medici continuano a chiamare per sapere come sta. L’ultima telefonata è arrivata venerdì 30 ottobre, dal dottor Antonio Biancofiore, che ha voluto conoscere le condizioni di Anna Been, 85 anni, colpita da un collasso cardiaco durante una vacanza all’Isola d’Elba.
Un’attenzione che ha commosso il marito, Gianfranco Tonelli, 84 anni. «Non so davvero come ringraziare il dottor Biancofiore e tutte le persone che si sono prese cura di mia moglie – racconta Gianfranco – Vorrei poterli abbracciare tutti, sono stati veramente unici. La Cardiologia di Grosseto ha salvato la vita a mia moglie e tutti sono stati veramente molto gentili».
Una storia che comincia il 12 giugno, quando la coppia si trovava in vacanza all’Isola d’Elba. Gianfranco e Anna vivono sul lago di Garda e hanno trascorso buona parte della loro vita viaggiando. Hanno visitato 49 Paesi nel mondo, ma non erano mai stati all’Elba. Così hanno deciso di partire con il loro camper per scoprire l’isola.
«Abbiamo girato tantissimo il mondo, ma all’Elba non eravamo mai stati – racconta Gianfranco – Abbiamo trovato un’isola meravigliosa e un campeggio tra i più belli che abbia mai visto».
Il collasso cardiaco e il trasferimento a Grosseto
Ma il 12 giugno Anna ha iniziato improvvisamente ad avere difficoltà a respirare. Due episodi ravvicinati che hanno subito allarmato il marito. «Il proprietario del campeggio ha chiamato l’ambulanza e sono arrivati i soccorritori con il medico. Sono state persone veramente fantastiche – racconta – Hanno portato mia moglie a Portoferraio, in un ambulatorio, dove abbiamo trovato altre persone gentilissime».
Le condizioni della donna, però, erano gravi e i sanitari hanno disposto il trasferimento in elicottero all’ospedale Misericordia di Grosseto. Anna è arrivata intorno a mezzanotte ed è stata portata in sala operatoria.
«Se il proprietario del campeggio non avesse chiamato subito l’ambulanza, probabilmente oggi saremmo in una situazione molto diversa. Non ci voglio neanche pensare – dice Gianfranco – Non dimenticherò mai la disponibilità e la professionalità di tutte le persone che ci hanno aiutato».
Trenta chilometri in bicicletta ogni giorno per stare con Anna
Mentre la moglie era ricoverata, Gianfranco ha raggiunto Grosseto con il camper e ha trovato una sistemazione in un campeggio a Marina di Grosseto. Da lì, ogni giorno, si spostava in bicicletta per andare a trovarla in ospedale. Una trentina di chilometri tra andata e ritorno, con temperature che arrivavano a 40 gradi.
«Facevo avanti e indietro tutti i giorni in bicicletta, con quel caldo. Una follia – dice Gianfranco – E tutti si sono preoccupati anche per me, più volte mi hanno detto di avvicinarmi per farmi evitare tutta quella fatica».
Ma quello che più lo ha colpito durante il ricovero è stata la gentilezza del personale sanitario, dai medici agli infermieri, fino a tutte le persone incontrate in ospedale. «La gentilezza che abbiamo trovato a Grosseto è qualcosa che si nota poche volte – racconta – Sono piccole attenzioni, ma fanno una grande differenza. Una volta tornati a casa nostra mi hanno detto che siamo stati fortunati perché Grosseto è uno degli ospedali migliori d’Italia per la Cardiologia».
Una reputazione sostenuta anche dai risultati sanitari: secondo il Programma nazionale esiti 2025 di Agenas, Grosseto è al secondo posto in Italia per i risultati nel trattamento dell’infarto acuto, con un tasso di mortalità del 2,7%, inferiore alla media nazionale del 6,8%.
Gianfranco è orgoglioso delle sue origini trentine, ma scherza anche sul carattere della gente della sua terra. «Noi trentini siamo un po’ più freddi. Prima guardiamo dalla finestra e poi, eventualmente, scendiamo ad aprire – dice – In Maremma, invece, abbiamo trovato delle persone gentili, professionali e capaci».
Le telefonate del medico anche dopo il ricovero
Dopo l’intervento e il periodo trascorso in ospedale, Gianfranco e Anna sono tornati lentamente sul lago di Garda, con il loro camper. Oggi Anna sta benissimo e ha potuto riprendere la propria vita. Ma il legame con i sanitari di Grosseto non si è interrotto con le dimissioni. Nei mesi successivi sono arrivate diverse telefonate dal reparto per conoscere le condizioni della donna e seguire il suo recupero.
L’ultima è arrivata venerdì 30 ottobre, quando il dottor Antonio Biancofiore ha chiamato Gianfranco per chiedere come stesse Anna e come avesse trascorso questi mesi.
«Sono rimasto veramente stupito – racconta – Non è una cosa che capita tutti i giorni. Il dottor Biancofiore ha voluto sapere come stava mia moglie, come aveva passato questi mesi e quali fossero le sue condizioni. Mi ha spiegato che lo fanno spesso con i pazienti a cui salvano la vita. E proprio in questo periodo, in cui purtroppo è di moda criticare la nostra sanità, dopo aver dimenticato con facilità che durante la pandemia avevamo definito gli operatori sanitari i nostri angeli custodi, voglio ringraziare con tutto il cuore questa sanità e, in particolare, il team di Grosseto».
Il suo ringraziamento è rivolto a tutti coloro che hanno assistito Anna, dai primi soccorritori all’Isola d’Elba fino ai sanitari del Misericordia.
«Vorrei poterli abbracciare tutti, sono persone veramente uniche – conclude Gianfranco – Non dimenticheremo mai quello che hanno fatto per noi».





