GROSSETO. «Non possiamo vendere a saldo quando la stagione è appena iniziata»: sono le parole della presidente di Fismo Confesercenti Francesca Verdi. La presidente torna sul tema dei saldi, da tempo sotto la lente d’ingrandimento dei commercianti del settore moda.
La richiesta è quella di spostare l’inizio dei saldi invernali alla fine di gennaio, abbandonando la partenza immediatamente successiva alle festività natalizie.
«I saldi devono tornare ad avere la funzione di chiudere la stagione: il 2 gennaio è veramente troppo presto – dice Verdi – Di fatto, climaticamente, la stagione non è neppure arrivata, oltre a essere letteralmente a ridosso del Natale, incidendo negativamente anche su questo tipo di vendite».
Fismo, la Federazione della moda di Confesercenti Toscana, ha chiesto un incontro all’assessore regionale Leonardo Marras.
Sempre meno negozi di moda
Dietro alla richiesta c’è una situazione sempre più complessa per il commercio tradizionale. Negli ultimi vent’anni la quota di spesa delle famiglie destinata ad abbigliamento e calzature si è progressivamente ridotta, mentre sono cresciuti gli acquisti online e le continue campagne promozionali.
Secondo l’analisi elaborata da Fismo Confesercenti, tra il 2000 e il 2025 i negozi di abbigliamento, calzature e prodotti tessili in Italia sono diminuiti complessivamente del 16%.
A complicare ulteriormente la situazione ci sono anche i cambiamenti climatici, con temperature che fanno slittare sempre più avanti l’inizio della stagione fredda.
«Ci troviamo ad acquistare un capo a maggio – prosegue Verdi – e a doverlo svendere quando ancora non è neppure iniziato il freddo. Io credo che la svendita vera e propria andrebbe rinviata, lasciando la possibilità ai commercianti di fare piccole promozioni, magari su alcuni capi selezionati, a discrezione del negoziante».
«A farci concorrenza sono anche i nostri fornitori»
Il problema non riguarda soltanto le date. Per Verdi sarebbe necessario intervenire anche sulla tassazione delle rimanenze di magazzino e sul rapporto tra negozi fisici e aziende produttrici.
«Sarebbe bene rivedere la tassazione sulle rimanenze di magazzino, che incide non poco sulle decisioni dei commercianti. Spesso a farci concorrenza sono le stesse aziende fornitrici, che mettono gli stessi articoli che ci hanno venduto a prezzo pieno scontati sui loro siti internet».
Fismo Confesercenti nazionale ha quindi lanciato una petizione ufficiale, depositata alla Camera dei deputati, per chiedere di posticipare l’inizio dei saldi e ridefinire il calendario delle vendite di fine stagione. Per firmare basta CLICCARE QUI.
«Chiediamo ormai da troppo tempo un intervento sul tema senza avere nessun risultato – afferma Marco Di Giacopo, responsabile Assoterziario Confesercenti Grosseto – La petizione nasce proprio da questa necessità e sta riscuotendo un discreto successo tra le persone, che si accorgono dell’importanza dei negozi di vicinato e, in particolare, di quelli di moda. Speriamo adesso che anche la politica faccia la propria parte e ascolti le richieste degli imprenditori e dei cittadini».
Tra i temi sui quali Confesercenti chiede di aprire una riflessione ci sono anche le continue promozioni, il Black Friday, la concorrenza delle grandi piattaforme online e il peso delle rimanenze di magazzino.
Le proposte comprendono la detassazione delle rimanenze, una maggiore regolamentazione delle campagne promozionali e degli sconti e interventi per riequilibrare la competizione tra i negozi tradizionali e le grandi piattaforme digitali.





