Caravaggio a Porto Ercole, inaugurata la mostra a Sant’Erasmo | MaremmaOggi Skip to content

Un Caravaggio torna a Porto Ercole dopo oltre 400 anni: l’evento eccezionale a Sant’Erasmo

Il “Ragazzo morso da un ramarro” arriva da una collezione privata romana ed è normalmente inaccessibile al pubblico. Resterà nella chiesa di Sant’Erasmo fino al 25 ottobre, con ingresso gratuito
Il “Ragazzo morso da un ramarro” di Caravaggio nella chiesa di Sant’Erasmo

PORTO ERCOLE. Un’opera di Caravaggio che normalmente non è accessibile al pubblico, esposta nel cuore di Porto Ercole, nella chiesa di Sant’Erasmo, a pochi passi dai luoghi ai quali è legato l’ultimo capitolo della vita del grande pittore. È un evento eccezionale quello inaugurato poco dopo mezzogiorno di domenica 27 settembre, quando è stato tagliato il nastro dell’esposizione del “Ragazzo morso da un ramarro”, dipinto realizzato intorno al 1595 che resterà all’Argentario fino al 25 ottobre.

La chiesa era gremita per una cerimonia che ha restituito immediatamente la dimensione dell’appuntamento: per quasi un mese Porto Ercole avrà uno dei dipinti attribuiti a Caravaggio esposto gratuitamente al pubblico in un luogo che rende la mostra ancora più suggestiva.

Non soltanto per la bellezza di Sant’Erasmo, di cui è parroco don Adorno Della Monaca, ma soprattutto per quel filo della storia che lega indissolubilmente Michelangelo Merisi all’Argentario.

Un Caravaggio nel luogo dove si concluse la sua vita

Caravaggio morì a Porto Ercole nel 1610. Oltre quattro secoli dopo, una sua opera torna quindi nel paese che conserva la memoria degli ultimi giorni della sua tormentata esistenza.

È proprio questa coincidenza di arte, storia e territorio a rendere particolarmente significativa l’esposizione del “Ragazzo morso da un ramarro”.

A sottolinearlo durante l’inaugurazione è stato il sindaco di Monte Argentario Arturo Cerulli, presente insieme alla giunta comunale al completo. Il primo cittadino ha ricordato il doppio legame simbolico che accompagna la mostra: quello di Porto Ercole con Caravaggio e quello con Sant’Erasmo, patrono del paese.

Una cornice difficilmente replicabile altrove e sulla quale il Comune punta anche per trasformare un grande appuntamento culturale in un’occasione di promozione dell’intero territorio.

L’opera che normalmente il pubblico non può vedere

A rendere ancora più particolare l’appuntamento è la provenienza del dipinto.

Il “Ragazzo morso da un ramarro”, olio su tela di 65,5 per 50 centimetri, arriva infatti da una collezione privata romana ed è normalmente sottratto alla possibilità di essere ammirato dal grande pubblico.

Per i visitatori dell’Argentario si apre quindi una finestra di appena un mese per vedere da vicino l’opera.

Il quadro raffigura un adolescente nell’istante in cui viene morso da un ramarro nascosto tra fiori e frutti. Il ragazzo si ritrae improvvisamente: nel volto, nella torsione del corpo e nel movimento della mano si concentrano la sorpresa e il dolore provocati dal morso.

Dietro la scena apparentemente immediata si nasconde una simbologia più complessa, legata alla fragilità dell’esistenza e ai piaceri dei sensi.

I dettagli che rendono particolare il dipinto

L’esemplare arrivato a Porto Ercole presenta anche alcune caratteristiche tecniche ed esecutive messe in evidenza dagli studi storico-artistici.

Tra queste ci sono alcuni pentimenti visibili nelle dita della mano sinistra e le lacrime distinguibili sulla palpebra inferiore dell’occhio destro.

Dettagli che assumono particolare interesse anche nel confronto con le altre versioni conosciute del soggetto, conservate alla National Gallery di Londra e alla Fondazione Roberto Longhi di Firenze.

E proprio la possibilità di osservare da vicino particolari difficilmente apprezzabili attraverso una riproduzione rappresenta uno degli elementi di maggiore interesse della mostra.

Cerulli: «Un’occasione per portare visitatori anche dopo l’estate»

L’inaugurazione non è stata soltanto una celebrazione dell’arrivo dell’opera.

Al centro degli interventi c’è stato anche il tema della destagionalizzazione turistica dell’Argentario.

Il sindaco Cerulli ha sottolineato come eventi culturali di questo livello possano diventare un motivo concreto per scegliere Porto Ercole anche quando la stagione balneare è terminata.

Il paese, insomma, non soltanto come destinazione di mare, ma come luogo capace di costruire un’offerta turistica legata alla cultura, all’arte e alla propria storia.

Sulla stessa linea è intervenuta l’assessora alla Cultura Chiara Orsini, che insieme agli altri ospiti ha evidenziato il valore dell’opera e il significato particolare della sua presenza proprio a Porto Ercole.

Un mese con Caravaggio nel cuore di Porto Ercole

L’esposizione è organizzata dal Comune di Monte Argentario insieme all’Associazione Metamorfosi e alla Fondazione Guglielmo Giordano, con il contributo di Marina Cala Galera e Listone Giordano e la collaborazione della Diocesi di Pitigliano-Sovana-Orbetello, del vescovo monsignor Bernardino Giordano e del parroco don Adorno Della Monaca.

Il “Ragazzo morso da un ramarro” resterà nella chiesa di Sant’Erasmo fino al 25 ottobre.

L’ingresso è gratuito. Dopo la giornata inaugurale, l’opera potrà essere visitata dalle 10 alle 19 dalla domenica al giovedì e dalle 10 alle 23 il venerdì e il sabato.

Per Porto Ercole comincia così un mese fuori dall’ordinario. Perché questa volta Caravaggio non è soltanto il grande artista il cui nome appartiene alla storia del paese: una sua opera è fisicamente tornata nel luogo dove, nel 1610, si concluse la sua vita.

E per poche settimane un dipinto normalmente custodito lontano dagli occhi del pubblico potrà essere visto gratuitamente nel cuore dell’Argentario.

L’inaugurazione e l’evento sono stati raccontati in diretta, con la consueta professionalità, da Lifebox Streaming di Alessandro Roncolini.

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