PIOMBINO. Chiunque si trovi a percorrere la strada provinciale 40 “Base Geodetica” a Piombino, proprio di fronte alla stazione di servizio, nota ormai da tempo la presenza di un imponente cantiere caratterizzato da continui scavi e dalla sagoma di un grande bacino d’acqua.
Non si tratta di una lavorazione provvisoria o di un semplice accumulo casuale, ma di un’opera idraulica e ambientale d’avanguardia inserita nel piano strategico per il rilancio infrastrutturale della Val di Cornia.
Depurazione, prevenzione dei rischi idrici e riuso per i cantieri
L’invaso visibile nell’area di cantiere risponde a precise esigenze di sicurezza e tutela del territorio attraverso una gestione multifunzionale delle risorse idriche. In primo luogo, la struttura opera come vasca di prima pioggia per la depurazione dei reflui viari.
Le precipitazioni meteoriche iniziali trascinano infatti i residui di idrocarburi, i metalli e le polveri depositati sull’asfalto dai veicoli in transito. Convogliando l’acqua all’interno del bacino, si avviano processi di desabbiatura e disoleazione che separano gli inquinanti e permettono il successivo rilascio dell’effluente pulito nel reticolo idrico o il suo riutilizzo operativo.
Oltre alla funzione di depurazione, l’opera svolge un ruolo cruciale nella mitigazione del rischio idrogeologico. Trovandosi nella piana alluvionale del Cornia, storicamente soggetta a fragilità idrauliche e fenomeni di subsidenza, il bacino viene impiegato come cassa di laminazione per trattenere temporaneamente i picchi di portata durante i nubifraghi più intensi.
L’acqua immagazzinata viene poi rilasciata con velocità controllata nei canali di bonifica, evitando il sormonto dei corsi d’acqua naturali e proteggendo la sede stradale e la vicina zona industriale da possibili allagamenti. Allo stesso tempo, l’invaso funge da serbatoio tecnologico per le lavorazioni di cantiere: l’acqua decantata viene continuamente riciclata per la bagnatura delle piste di servizio contro l’innalzamento delle polveri, la pulizia dei mezzi e la preparazione delle miscele cementizie, evitando così di gravare sulle falde idriche locali.

I soggetti coinvolti: una cabina di regia multilivello
La governance di questo articolato programma di interventi vede la collaborazione di diverse istituzioni e aziende territoriali.
Anas figura come stazione appaltante per la realizzazione del primo lotto della nuova Strada Statale 398 “Via Val di Cornia”, l’arteria strategica da oltre 75 milioni di euro pensata per collegare direttamente la viabilità statale con la zona portuale mediante lo svincolo Geodetica-Gagno.
Il Comune di Piombino coordina la pianificazione urbanistica e le deviazioni del traffico locale, affiancato dal Consorzio di Bonifica 5 Toscana Costa per la supervisione dei canali e della sicurezza idraulica. Il gestore del servizio idrico Asa interviene nella manutenzione e nel raccordo delle condotte idriche, mentre il Consorzio Apea cura lo sviluppo delle aree produttive circostanti.
Tempistiche dei cantieri e la nascita del distretto “Super Green”
I lavori viari e idraulici condotti da Anas per lo svincolo e la bretella della SS 398 sono entrati nella fase pienamente operativa con le recenti ordinanze sulla viabilità e, secondo i documenti di programmazione della Regione Toscana e dell’Autorità Portuale, vedranno l’ultimazione dell’opera entro la fine del 2026.
Queste lavorazioni rappresentano la premessa fondamentale per la nascita del distretto ecologico Apea “Super Green”. Su un perimetro adiacente di 33 ettari sorgerà un polo industriale ad alta tecnologia vincolato a un’autosufficienza energetica pari all’80%.
Con l’avvio delle assegnazioni dei lotti urbanizzati e la pubblicazione dei nuovi bandi, la realizzazione dell’intero distretto industriale richiederà circa tre anni di cantiere, ponendo l’orizzonte di completamento e piena operatività entro il 2029. Il comparto, che a regime ospiterà fino a 35 aziende e genererà tra i 300 e i 400 nuovi posti di lavoro, produrrà idrogeno verde da impiegare nei processi industriali e nella mobilità sostenibile, integrando un impianto di dissalazione dell’acqua di mare, insediamenti per la bioedilizia con canapa e fabbriche di pannelli fotovoltaici di nuova generazione.
Il distributore del futuro e la stazione “multifuel”
La profonda riconversione dell’area coinvolgerà direttamente anche il distributore di carburante situato proprio di fronte ai cantieri della Geodetica. La struttura tradizionale verrà trasformata in uno snodo energetico multifuel privo di impatto ambientale.
Alimentata in modo autonomo grazie a moduli solari e turbine micro-eoliche ad asse verticale, la nuova stazione erogherà metano, ricariche elettriche ad altissima velocità e idrogeno verde fornito dal vicino distretto industriale, segnando entro il triennio il definitivo passaggio della piana di Piombino verso la transizione ecologica.