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Val di Cornia, la petizione vola verso le mille firme: «Fermate le speculazioni energetiche»

Oltre 840 adesioni alla petizione del Comitato Terre di Val di Cornia. Nel mirino 500 ettari di fotovoltaico e 22 pale eoliche: ai cinque Comuni chiesto di accelerare sulla tutela del paesaggio
Il nuovo impianto fotovoltaico a Suvereto con il paese sullo sfondo
Il nuovo impianto fotovoltaico a Suvereto con il paese sullo sfondo

VAL DI CORNIA. In pochi giorni ha già raccolto oltre 840 firme e adesso punta al traguardo delle mille adesioni. Cresce la mobilitazione lanciata dal Comitato Terre di Val di Cornia per chiedere una maggiore tutela delle campagne di Piombino, Campiglia Marittima, Suvereto, Sassetta e San Vincenzo di fronte alla moltiplicazione dei progetti energetici.

La petizione, pubblicata il 17 settembre su Change.org con il titolo “Tuteliamo la Val di Cornia dalle speculazioni energetiche”, ha raggiunto 844 firme verificate al momento della consultazione, delle quali 568 raccolte nell’ultima settimana.

Non è però una raccolta firme contro le energie rinnovabili in quanto tali. La volontà è quella di chiedere ai cinque Comuni di accelerare un percorso di tutela paesaggistica che le stesse amministrazioni avevano avviato nei primi mesi del 2026 insieme alla Soprintendenza.

«Circa 500 ettari di fotovoltaico e 22 pale eoliche»

A preoccupare il Comitato è soprattutto la dimensione complessiva dei progetti che stanno interessando il territorio.

Secondo i dati riportati dai promotori della petizione, in Val di Cornia sarebbero attualmente progettati circa 500 ettari di impianti fotovoltaici, 22 pale eoliche alte fino a 200 metri e diversi impianti di accumulo dell’energia con batterie al litio. Si tratta di numeri indicati dal Comitato nell’appello e che descrivono, secondo i promotori, una trasformazione potenzialmente molto rilevante del paesaggio rurale.

La posizione espressa nella petizione è quella di privilegiare per la produzione energetica le aree che hanno già infrastrutture, industrializzate o degradate, a partire dal Sin di Piombino, insieme a capannoni, parcheggi e centri commerciali, evitando invece una concentrazione degli impianti sui terreni agricoli.

La richiesta ai cinque Comuni

Il cuore della raccolta firme riguarda però un procedimento preciso. Tra gennaio e marzo 2026 i consigli comunali dei cinque Comuni avevano approvato lo schema di accordo per la tutela paesaggistica del paesaggio agrario della Val di Cornia, da sviluppare insieme alla Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Pisa e Livorno.

L’obiettivo dell’accordo è individuare le aree del paesaggio rurale che meritano una maggiore tutela e preparare il terreno per l’avvio del procedimento previsto dall’articolo 138 del Codice dei beni culturali e del paesaggio, finalizzato alla dichiarazione di notevole interesse pubblico.

Ed è proprio su questo passaggio che il Comitato adesso chiede di accelerare.

«Sono passati sei mesi»

Secondo i promotori, a distanza di circa sei mesi dall’approvazione degli atti il percorso non sarebbe ancora arrivato alla fase concreta auspicata. Nel frattempo, sostengono, continuano ad aggiungersi nuovi progetti energetici.

La petizione chiede quindi ai sindaci di Piombino, Campiglia Marittima, San Vincenzo, Sassetta e Suvereto di riprendere con urgenza il percorso insieme alla Soprintendenza, arrivando all’effettivo avvio del procedimento per la dichiarazione di notevole interesse pubblico delle aree agricole.

Una tutela che, nelle intenzioni dei promotori, dovrebbe fornire uno strumento più forte per valutare la compatibilità dei futuri interventi con il paesaggio, l’agricoltura e le caratteristiche storiche del territorio.

La battaglia sul futuro della Val di Cornia

Dietro la raccolta firme c’è quindi una questione più ampia che negli ultimi mesi sta diventando centrale in Val di Cornia: dove e come realizzare gli impianti necessari alla transizione energetica.

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