Rigassificatore, ultimatum alla Regione: «Fermate la nave a Piombino» | MaremmaOggi Skip to content

Rigassificatore, ultimatum alla Regione: «Fermate la nave a Piombino»

Il Comitato Salute Pubblica scrive alla Regione Toscana: entro il 10 ottobre chiede osservazioni contro la VIA di Snam, pareri negativi e ricorsi in caso di autorizzazione. Il timore è una permanenza molto più lunga della FSRU nel porto
Una nave scarica il Gpl nel rigassificatore sul porto di Piombino
Il rigassificatore in porto a Piombino

PIOMBINO. Il conto alla rovescia è cominciato e la data cerchiata sul calendario è quella del 10 ottobre. Entro quel giorno la Regione Toscana, secondo il Comitato Salute Pubblica di Piombino e Val di Cornia, deve prendere posizione nel nuovo procedimento che potrebbe decidere il futuro del rigassificatore nel porto di Piombino. E deve farlo, chiedono dal territorio, non soltanto con dichiarazioni politiche, ma attraverso osservazioni formali, pareri negativi e, se necessario, ricorsi amministrativi.

È il contenuto della lettera inviata dal Comitato al presidente della Regione Toscana, all’assessore regionale all’Ambiente, al presidente del Consiglio regionale e ai capigruppo, oltre che, per conoscenza, al sindaco e ai gruppi consiliari di Piombino. Al centro c’è la procedura di Valutazione di impatto ambientale presentata da Snam per la FSRU di Piombino e per il collegamento alla rete nazionale.

La VIA e quella scadenza del 10 ottobre

Secondo quanto riportato nella lettera, Snam ha presentato il 23 giugno 2026 al ministero dell’Ambiente l’istanza di VIA relativa alla FSRU di Piombino e al collegamento con la rete nazionale. La procedura è attualmente in istruttoria e la consultazione pubblica, iniziata il 10 settembre, si concluderà il 10 ottobre, termine entro il quale possono essere presentate le osservazioni.

È proprio su questa finestra temporale che il Comitato chiede alla Regione di intervenire.

La richiesta è molto precisa: presentare entro il termine osservazioni nel procedimento ministeriale, partecipare alla Conferenza dei servizi con pareri motivati negativi e attivarsi anche sul fronte giudiziario-amministrativo, comprese eventuali azioni cautelari, qualora arrivassero pronunciamenti favorevoli alla permanenza della nave nel porto di Piombino.

Per il Comitato, infatti, la questione non riguarda soltanto la presenza dell’impianto, ma investe la sicurezza del porto, lo sviluppo economico del territorio, le attività produttive legate alla qualità delle acque del Golfo di Follonica, la salute del mare, la qualità dell’aria e la sicurezza dei cittadini.

«Ora serve coerenza»

Il passaggio politicamente più forte della lettera riguarda proprio la Regione Toscana. Il Comitato richiama le posizioni assunte negli ultimi anni dalle istituzioni regionali e chiede che quelle dichiarazioni si traducano adesso in atti concreti.

Nella lettera viene ricordata la contrarietà espressa dal presidente della Regione al prolungamento della permanenza della nave oltre i tre anni previsti dall’originaria autorizzazione, così come vengono richiamate le posizioni dell’assessore all’Ambiente e soprattutto quella assunta dal Consiglio regionale il 14 gennaio 2026, quando fu approvata una mozione che impegnava la Giunta a sollecitare il Governo per il trasferimento della nave.

«Ecco, ora occorre coerenza», scrive il Comitato.

Una frase che riassume il senso dell’appello: per gli oppositori al rigassificatore, con l’apertura della nuova procedura ambientale è arrivato il momento in cui le posizioni politiche espresse in precedenza devono essere tradotte in atti amministrativi formali.

Il timore di una permanenza molto più lunga

Ma è soprattutto la prospettiva temporale a preoccupare il Comitato. La nave, sostengono i firmatari, era arrivata a Piombino all’interno di un quadro autorizzativo costruito sulla permanenza per tre anni. Ora la nuova procedura viene letta dagli oppositori come il possibile preludio a una presenza decisamente più lunga.

Nella lettera viene ricordato che Snam, nella richiesta iniziale del 2022, aveva domandato di poter rimanere in esercizio a Piombino per 25 anni. Il Comitato sostiene inoltre che l’impianto abbia una capacità commerciale ventennale e richiama una dichiarazione attribuita alla società dell’aprile 2026, secondo la quale sarebbe stata valutata una soluzione con un orizzonte temporale in linea con quello degli altri terminali di rigassificazione.

È su questo punto che la preoccupazione aumenta: quanto potrebbe restare ancora la FSRU a Piombino?

Il Comitato ricorda infatti che molti degli elementi valutati durante la precedente procedura commissariale, compresi i pareri acquisiti, erano stati formulati avendo come riferimento proprio l’orizzonte dei tre anni di permanenza.

Acqua, emissioni e sicurezza del porto

Nell’appello vengono poi riportate le questioni ambientali e di sicurezza che da anni accompagnano il confronto sul rigassificatore: dalla quantità di acqua di mare movimentata, raffreddata e trattata con cloro, alle emissioni in atmosfera della nave, fino alla compresenza di altre fonti emissive all’interno dell’area portuale.

A queste si aggiunge il tema della sicurezza della navigazione e delle attività portuali, in uno scalo di dimensioni contenute, trafficato e molto vicino alla città. Per il Comitato, valutare questi elementi non più nell’ottica di una permanenza limitata a tre anni, ma in quella di un periodo potenzialmente molto più lungo, cambia radicalmente la prospettiva.

Da qui la richiesta alla Regione di assumere una posizione formale prima che si chiuda la fase delle osservazioni.

«La Toscana è anche Piombino»

La lettera si chiude con un appello direttamente rivolto alle istituzioni regionali.

Il Comitato annuncia che la società civile continuerà a mobilitarsi e a presentare le proprie osservazioni, ma sottolinea che il peso della Regione, delle sue strutture tecniche e dei suoi rappresentanti può essere decisivo nelle diverse sedi nelle quali sarà discusso il futuro dell’impianto.

«La Toscana è anche Piombino, il suo territorio, il suo mare, la sua gente», scrivono dal Comitato, chiedendo risposte politiche e iniziative amministrative nella Conferenza dei servizi e, nell’eventualità di provvedimenti favorevoli, anche azioni giudiziarie nelle sedi nazionali ed europee.

Il messaggio, a poche settimane dalla chiusura della consultazione pubblica, è dunque rivolto direttamente a Firenze: sul futuro del rigassificatore di Piombino il Comitato chiede alla Regione di passare dalle dichiarazioni agli atti.

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