Granuli bianchi sulla spiaggia di Rimigliano: scattano le analisi | MaremmaOggi Skip to content

Migliaia di granuli bianchi invadono la spiaggia: scattano i campionamenti

Il materiale è comparso in grandi quantità lungo la battigia di Rimigliano. Il Comune ha effettuato i primi prelievi e ha allertato Arpat. Nel 2017 sullo stesso litorale arrivò una sostanza poi identificata come cera paraffinica
Spiaggia di Rimigliano, nel riquadro il materiale bianco non identificato

SAN VINCENZO. Una lunga striscia biancastra segue la linea lasciata dalle onde sulla sabbia, mescolandosi ai piccoli rami, alle alghe e agli altri residui trasportati dalla risacca. Sono migliaia di minuscoli frammenti bianchi e semitrasparenti, comparsi nelle ultime ore sulla spiaggia di Rimigliano, a San Vincenzo, e segnalati da alcuni cittadini preoccupati per la loro possibile origine.

Osservati da vicino, i corpuscoli appaiono irregolari: alcuni somigliano a piccoli grumi, altri a scaglie o frammenti appiattiti di pochi millimetri. In alcuni tratti sono sparsi sulla sabbia, mentre in altri risultano ammassati in grandi quantità lungo la battigia, proprio nel punto in cui il mare deposita ciò che trasporta.

Al momento, tuttavia, non è possibile stabilire a occhio nudo di quale materiale si tratti. Potrebbe avere un’origine organica o naturale, ma non è ancora possibile escludere che si tratti di una sostanza sintetica, plastica o paraffinica arrivata dal mare.

I campioni raccolti sulla spiaggia

Dopo le segnalazioni, il personale dell’ufficio ambiente del Comune di San Vincenzo ha raggiunto la spiaggia ed effettuato i primi campionamenti. Della presenza del materiale è stata informata anche Arpat, l’Agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana, affinché possano essere svolti gli accertamenti necessari.

I campioni dovranno essere sottoposti ad analisi di laboratorio per determinarne la composizione chimico-fisica e capire se si tratti di materiale naturale oppure di una sostanza estranea all’ambiente marino.

Fino all’arrivo dei risultati, dunque, ogni identificazione resta soltanto un’ipotesi. Proprio per questo le autorità invitano ad attendere gli esiti ufficiali prima di trarre conclusioni o collegare il fenomeno ad altri eventi avvenuti lungo la costa.

Il precedente della paraffina a Rimigliano

Quello di queste ore, però, non è il primo misterioso spiaggiamento di materiale biancastro avvenuto lungo il litorale di San Vincenzo.

Nel giugno del 2017, infatti, un fenomeno apparentemente simile interessò un’ampia porzione del Tirreno settentrionale. Tra il 18 e il 20 giugno il materiale fu avvistato in mare e successivamente sulla costa di Rimigliano, San Vincenzo, Donoratico e Marina di Castagneto Carducci. Altri ritrovamenti erano stati segnalati all’Elba, a Baratti, a Massa, a Torre del Lago e in Liguria.

In quell’occasione i frammenti si presentavano sotto forma di grumi e scaglie, con dimensioni variabili da circa dieci centimetri fino a pochi millimetri. Il materiale aveva una consistenza cerosa, galleggiava quasi completamente sommerso e veniva spinto verso la spiaggia dalle correnti e dalle brezze marine.

Le prime analisi di Arpat indicarono una cera paraffinica o polietilenica. Gli accertamenti più approfonditi commissionati da Ispra stabilirono poi che si trattava di cera paraffinica di origine minerale, quindi di derivazione petrolifera e non di una sostanza animale o vegetale.

Secondo la ricostruzione contenuta nella relazione finale di Ispra, la causa più probabile dello sversamento del 2017 era il lavaggio in mare dei residui presenti nelle cisterne di una nave dopo lo scarico del prodotto in un porto.

Solo le analisi potranno sciogliere il mistero

Il precedente rende particolarmente interessante quanto accaduto sulla spiaggia di Rimigliano, ma non permette di affermare che i frammenti comparsi adesso siano nuovamente paraffina. Anche l’aspetto presenta alcune differenze: il materiale descritto nel 2017 a Rimigliano aveva una colorazione tendente al giallo, mentre quello fotografato in queste ore appare prevalentemente bianco o traslucido.

Resta aperta anche l’ipotesi che possa trattarsi di materiale plastico o polimerico. La dimensione visibile a occhio nudo non consente, da sola, di escludere le microplastiche: generalmente vengono infatti considerate tali le particelle con dimensioni inferiori ai cinque millimetri. Per stabilire se questi frammenti rientrino in quella categoria sarebbe comunque necessario identificarne prima la composizione.

Per il momento, quindi, resta il mistero di quella fascia bianca comparsa lungo la battigia di Rimigliano. Una presenza abbastanza estesa e consistente da aver richiamato l’attenzione dei cittadini e fatto scattare i campionamenti. La risposta potrà arrivare soltanto dal laboratorio.

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