Il Guardian incorona Giglio e Giannutri: «Qui ci si disintossica dalla vita moderna» | MaremmaOggi Skip to content

Il Guardian incorona Giglio e Giannutri: «Qui ci si disintossica dalla vita moderna»

Il quotidiano britannico dedica un lungo reportage all’Arcipelago Toscano: cinque isole raccontate come alternativa alle città d’arte affollate. Il Giglio conquista per borghi, sentieri e spiagge, Giannutri per il suo isolamento
Isola del Giglio, un mare da 5 vele Legambiente
Isola del Giglio

ISOLA DEL GIGLIO. Lasciate per una volta Firenze e Siena, allontanatevi dalle città d’arte prese d’assalto dai turisti e guardate verso il mare. È lì, tra la costa toscana e la Corsica, che si nasconde un’altra Toscana. Fatta di sentieri, calette, fortezze, antichi borghi, macchia mediterranea e isole dove, in alcuni casi, non circolano nemmeno le automobili.

A raccontarla ai suoi lettori è il Guardian, che dedica un lungo reportage di viaggio all’Arcipelago Toscano e sceglie già dal titolo le parole che valgono più di qualsiasi slogan turistico: “Tuscany’s treasured islands: five to explore”, le preziose isole della Toscana, cinque da esplorare.

Il servizio, pubblicato il 30 agosto e firmato dalla giornalista Francesca Lombardo, racconta Elba, Giglio, Capraia, Pianosa e Giannutri. Cinque isole, cinque modi completamente diversi di vivere il mare e la natura.

Ed è proprio questo uno degli aspetti più interessanti del reportage britannico: l’Arcipelago non viene raccontato come un’unica destinazione balneare, ma come un piccolo universo nel quale ogni isola conserva un carattere proprio.

L’altra Toscana che conquista il Guardian

Il punto di partenza scelto dal quotidiano britannico è semplice: le sette isole dell’Arcipelago, sparse tra la costa toscana e la Corsica, rappresentano un’alternativa sorprendente alla Toscana continentale.

Tutte fanno parte del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, ma sono profondamente diverse tra loro. Alcune hanno centri abitati vivaci e una lunga tradizione turistica, altre sono minuscole, quasi disabitate e sottoposte a fortissime forme di tutela.

Montecristo e Gorgona restano sullo sfondo: gli accessi sono rigidamente regolamentati e possibili soltanto attraverso visite guidate contingentate. Il viaggio del Guardian si concentra quindi sulle altre cinque.

E parte dall’Elba.

Elba, l’isola da vivere tutto l’anno

Per il Guardian l’Elba è l’isola completa, quella capace di vivere oltre la stagione estiva.

Il reportage mette insieme la storia di Napoleone, le fortificazioni medicee di Portoferraio, i borghi medievali dell’interno e le spiagge. Cita Sansone e Capo Bianco, Fetovaia e Cavoli, Marina di Campo e le possibilità offerte agli appassionati di vela e windsurf.

Ma soprattutto guarda all’Elba da camminare.

Tra le esperienze indicate ai lettori britannici c’è infatti la Grande Traversata Elbana, il percorso di circa 58 chilometri che attraversa l’isola da Cavo fino alla costa occidentale, passando sui crinali e attraverso i paesi.

Un cammino da percorrere generalmente in tre o quattro giorni e che il Guardian consiglia soprattutto in primavera e in autunno.

Ed è qui che emerge uno dei fili conduttori dell’intero reportage: le isole toscane non vengono proposte soltanto per luglio e agosto, ma come destinazioni da scoprire lentamente e anche fuori stagione.

Giglio, la piccola isola dove l’auto non serve

Poi il viaggio arriva in Maremma. Del Giglio, il Guardian sottolinea prima di tutto le dimensioni: appena 21 chilometri quadrati nei quali trovano spazio tre centri abitati, vigne terrazzate, baie appartate e una costa da esplorare.

Il quotidiano britannico ricorda le limitazioni all’ingresso delle automobili private nel periodo di maggiore afflusso estivo e presenta l’isola come una destinazione nella quale è facile trascorrere una vacanza senza macchina, utilizzando autobus e taxi per spostarsi tra porto, paesi e spiagge.

Ma è a piedi che il Giglio sembra conquistare maggiormente la giornalista.

Da Giglio Porto partono i sentieri verso le calette e i punti panoramici, mentre Giglio Castello, con le sue strade medievali e la cinta fortificata, viene indicato come luogo ideale per una passeggiata serale.

E poi ci sono le spiagge: Campese, con la sabbia dalle tonalità rossastre e dorate e la torre cinquecentesca; Cannelle, con la sabbia chiara e l’acqua trasparente; Arenella, tra granito e mare ideale per lo snorkeling.

Non a caso è proprio Cannelle la fotografia scelta dal Guardian per aprire il grande reportage sull’Arcipelago.

Capraia, il paradiso selvaggio di chi cammina

Il tono cambia ancora arrivando a Capraia. Qui il protagonista assoluto diventa il cammino. Poche strade, pochissime auto e vecchie mulattiere che attraversano un paesaggio fatto di scogliere, calette e fortificazioni genovesi.

Il Guardian la presenta come un’isola remota e selvaggia da conoscere soprattutto a piedi.

Tra i luoghi indicati ci sono Cala Rossa, la fortezza di San Giorgio e la Torre dello Zenobito. Le spiagge sono poche e raggiungerle diventa parte stessa dell’esperienza: si cammina verso Cala del Ceppo e Cala dello Zurletto oppure si raggiunge via mare la Mortola.

È un turismo lontanissimo dall’idea della località balneare tradizionale: qui il viaggio coincide con l’esplorazione.

Pianosa, entrare in un ambiente protetto

A Pianosa è invece il limite a diventare un valore. Il Guardian ricorda che il numero giornaliero dei visitatori è contingentato, una scelta necessaria per proteggere un ambiente fragile e mantenere la particolare atmosfera dell’isola.

Il racconto passa dalle testimonianze romane alle catacombe paleocristiane, fino agli edifici dell’ex colonia penale. Ma anche qui il modo di visitare l’isola è parte essenziale della sua identità: escursioni guidate, bicicletta e kayak.

Persino il bagno in mare è sottoposto a regole precise e consentito liberamente soltanto a Cala Giovanna, proprio per salvaguardare l’ecosistema marino.

Non è quindi un’isola da consumare, ma un luogo nel quale il visitatore deve adattarsi alla natura e alle regole necessarie per conservarla.

Giannutri, l’isola per disintossicarsi dalla vita moderna

Ed è alla fine del viaggio che il Guardian riserva forse l’immagine più potente alla Maremma.

Giannutri viene descritta come l’esatto opposto dell’Elba più movimentata: una minuscola mezzaluna calcarea senza automobili, dove la macchia mediterranea scende verso un mare blu intenso.

Per il quotidiano britannico è un luogo capace di offrire una vera “radical detox from modern life”, una radicale disintossicazione dalla vita moderna.

Poche parole che raccontano perfettamente il fascino dell’isola.

Il Guardian avverte anche i viaggiatori della sua essenzialità: sull’isola c’è un solo punto di ristorazione che funziona anche come piccolo negozio e chi arriva in giornata farebbe bene a portarsi acqua e pranzo.

Si nuota soprattutto a Cala Spalmatoio e Cala Maestra, mentre una parte importante della costa è inserita nell’area marina protetta, particolarmente apprezzata per immersioni e snorkeling.

E alla natura si aggiunge l’archeologia, con la visita guidata alla villa romana legata alla famiglia dei Domizi Enobarbi.

Il Guardian porta la Maremma davanti al pubblico internazionale

Il valore del reportage va quindi ben oltre una semplice citazione dell’Arcipelago Toscano sulla stampa straniera.

Il Guardian costruisce un vero itinerario e suggerisce ai suoi lettori dove andare, cosa vedere, come muoversi, dove dormire e perfino dove mangiare. Per il Giglio indica anche piatti e ristoranti, mentre per Giannutri spiega collegamenti e possibilità di escursione da Porto Santo Stefano.

Soprattutto, però, racconta un modello turistico molto preciso: meno automobili, più sentieri; meno consumo del territorio, più protezione; meno turismo concentrato soltanto sulle spiagge nei mesi centrali dell’estate, più esperienze legate alla natura, alla storia e alla scoperta lenta dei luoghi.

Un racconto che porta Giglio e Giannutri, insieme alle altre isole dell’Arcipelago, davanti a una platea internazionale enorme.

Arcenni: «Un motivo di grande orgoglio»

È su questo aspetto che interviene anche il presidente del Parco Nazionale Arcipelago Toscano Matteo Arcenni.

«Il riconoscimento di una testata dell’autorevolezza del The Guardian è un motivo di grande orgoglio per il nostro Ente e per le comunità locali – dice –. Vedere riconosciuto a livello internazionale il valore del nostro patrimonio naturale, insieme all’impegno quotidiano per un turismo rispettoso e destagionalizzato, conferma che la strada della tutela e della valorizzazione sostenibile è quella giusta».

Per Arcenni, «le nostre isole si confermano un’eccellenza non solo per la Toscana, ma per tutto il Mediterraneo».

E forse il riconoscimento più importante è proprio il modo in cui il Guardian decide di raccontarle: non semplicemente come cinque bellissime località dove trascorrere qualche giorno al mare, ma come cinque isole nelle quali ciò che ancora non c’è – traffico, grandi flussi, strade, urbanizzazione – diventa parte del motivo per cui vale la pena andarci.

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