Medici di famiglia in Maremma, nuovo modello Asl fino a 12 ore al giorno | MaremmaOggi Skip to content

Medico di famiglia fino a 12 ore al giorno: ecco come cambia l’assistenza in Maremma

Accordo tra Asl Sud Est e medicina generale: a Grosseto e Follonica sedi centrali, nelle aree interne rete di ambulatori. Previsti centralino unico, infermieri, telemedicina e presa in carico dei cronici
L'ingresso del distretto Asl in via Don Minzoni a Grosseto

GROSSETO. Un medico di famiglia disponibile non più soltanto nelle poche ore di apertura del proprio ambulatorio, ma dentro una rete organizzata capace di garantire 8 o 12 ore consecutive di assistenza, dal lunedì al venerdì. È questa una delle novità più forti contenute nel nuovo Accordo attuativo aziendale 2026 della medicina generale approvato dalla Asl Toscana Sud Est e sottoscritto con le organizzazioni sindacali Fimmg, Snami e Smi.

Un accordo che, sulla carta, cambia parecchio anche per la Maremma: non soltanto nuovi assetti organizzativi, ma centralini unici, agende digitali condivise, personale infermieristico e di segreteria, telemedicina e una presa in carico più strutturata dei pazienti cronici e fragili.

La differenza rispetto al passato è sostanziale: l’obiettivo non è più affidare tutto esclusivamente al rapporto individuale con il proprio medico, ma costruire una rete territoriale nella quale i medici di medicina generale lavorino in modo coordinato attraverso le AFT, le Aggregazioni funzionali territoriali, e in collegamento con le Case della Comunità.

A Grosseto e Follonica una sede centrale con assistenza fino a 12 ore

Per le aree più densamente abitate l’accordo introduce il Modello A, basato su una sede centrale di riferimento dell’Aft.

A Grosseto le AFT previste sono tre – Centro Nord, Centro Sud e Centro Est – ma la delibera non individua ancora le rispettive sedi. In città sono già operative le due Case della Comunità Hub di via Don Minzoni e Villa Pizzetti, destinate a rappresentare nodi fondamentali della nuova rete territoriale. L’individuazione delle sedi di riferimento delle singole Aft dovrà essere completata entro il 1° ottobre.

In quella sede dovrà essere garantita una presenza medica continuativa per 8 ore al giorno nel livello 1 oppure 12 ore nel livello 2, per cinque giorni alla settimana, dal lunedì al venerdì. I medici aderenti continueranno comunque a svolgere attività anche nei propri studi esterni.

In provincia di Grosseto questo modello è previsto per Follonica, Scarlino e Gavorrano e per le tre Aft di Grosseto città: Centro Nord, Centro Sud e Centro Est.

Tradotto per il cittadino, significa che l’assistenza dovrebbe diventare molto meno dipendente dall’orario del singolo ambulatorio e molto più basata sulla disponibilità complessiva della rete dei medici.

C’è però una cautela importante: l’accordo definisce il modello e la sua cornice economica, ma non indica ancora quali Aft saranno di livello 1 e quali di livello 2. Non si può dunque ancora dire che ovunque saranno garantite 12 ore.

Nei piccoli comuni resta la rete degli ambulatori

Per le aree interne, montane e a bassa densità abitativa viene invece introdotto il Modello B.

Qui la logica cambia: non una sola grande sede, ma una rete formata da sede centrale e ambulatori periferici di prossimità.

La copertura complessiva resta di 8 o 12 ore al giorno, ma viene distribuita tra le varie strutture. Nel livello 1 sono previste 4 ore nella sede centrale più altre 4 ore complessive negli ambulatori periferici; nel livello 2 si sale a 6 più 6 ore. Il sistema dovrà inoltre essere collegato in tempo reale attraverso cartelle cliniche condivise, scambio di dati e strumenti di telemedicina.

In Maremma il modello diffuso riguarda Amiata grossetana, Massa Marittima-Montieri-Monterotondo Marittimo, Campagnatico-Castiglione della Pescaia-Civitella Paganico-Roccastrada-Scansano e le Colline dell’Albegna, comprese Orbetello, Monte Argentario, Capalbio, Magliano, Isola del Giglio, Pitigliano, Sorano e Manciano.

È probabilmente uno degli aspetti più importanti per una provincia come Grosseto, dove distanze e dispersione territoriale rendono molto più difficile concentrare tutti i servizi in una sola struttura.

Arriva il centralino unico dei medici di famiglia

Tra le novità più concrete c’è poi la previsione di un centralino di Aft.

L’accordo prevede l’estensione della contattabilità telefonica e dell’accessibilità ambulatoriale fino a 8-12 ore per cinque giorni alla settimana, insieme a un riferimento telefonico unico e ad agende digitali condivise.

Il centralino dovrebbe svolgere una prima funzione di filtro e orientamento e dialogare anche con il 116117 e con le Case della Comunità, indirizzando i cittadini verso il servizio più appropriato.

È una delle modifiche più rilevanti per chi oggi incontra difficoltà anche soltanto nel riuscire a parlare con lo studio del proprio medico.

Più infermieri e segreterie a disposizione degli assistiti

Il nuovo modello non riguarda soltanto gli orari dei medici. Per le Associazioni di Aft che aderiranno alle funzioni aggiuntive vengono fissati standard minimi di personale.

Ogni 10mila assistiti, nel livello 1, dovranno essere garantite almeno 40 ore settimanali di personale di segreteria e 20 ore infermieristiche. Nel livello 2 si passa a 60 ore di segreteria e 40 ore di assistenza infermieristica.

L’obiettivo è creare una struttura che possa seguire appuntamenti, richieste, programmi di prevenzione e gestione dei pazienti cronici senza scaricare tutto sul singolo medico.

La sanità prova a passare dalla “medicina d’attesa” alla “medicina d’iniziativa”

L’accordo usa una formula molto chiara: superare la “medicina d’attesa” per costruire una “medicina d’iniziativa”.

Il punto è soprattutto la gestione di anziani, fragili e malati cronici.

Il modello prevede chiamate attive, supporto per vaccinazioni, promozione degli screening oncologici e una presa in carico più continua delle patologie croniche. L’obiettivo dichiarato è intercettare prima i segnali di peggioramento, ridurre gli accessi impropri al pronto soccorso e limitare ricoveri che potrebbero essere evitati con una gestione territoriale più efficace.

Una parte degli incentivi economici ai medici sarà infatti legata a obiettivi precisi, tra cui copertura della vaccinazione pneumococcica, appropriatezza dei trasporti sanitari, uso corretto degli antibiotici e, nel livello più alto, iniziative per aumentare l’adesione agli screening oncologici.

Le Case della Comunità già indicate in provincia di Grosseto

L’allegato alla delibera fotografa anche la rete delle Case della Comunità.

In provincia risultano indicate come attive le strutture di Castel del Piano, Follonica, Grosseto Don Minzoni, Grosseto Villa Pizzetti, Orbetello, Pitigliano, Porto Santo Stefano e Manciano. Quest’ultima è classificata come Spoke, mentre le altre sono indicate come Hub.

Nella legenda dell’allegato l’Asl associa alle Hub uno standard di medico H24 e infermiere H12 sette giorni su sette, mentre per le Spoke indica medico e infermiere H12 per sei giorni su sette.

Su questo punto, però, è bene essere prudenti: la tabella definisce il modello di riferimento e lo stato delle strutture, ma non consente da sola di stabilire se oggi ogni singola sede eroghi già integralmente tutti gli standard riportati.

Il nuovo modello parte dal primo ottobre, ma non tutto sarà immediato

La delibera stabilisce che il nuovo accordo e il relativo modello economico decorreranno dal 1° ottobre 2026 per la parte legata alle quote fisse. Gli obiettivi legati alle quote variabili entreranno invece in vigore dal 1° gennaio 2027.

Questo non significa però che dal primo ottobre tutti i cittadini troveranno automaticamente una sede aperta 12 ore.

Le singole adesioni ai modelli verranno valutate in funzione della compatibilità economica e dell’organizzazione delle Aft. Mancano ancora, almeno in questa prima parte dell’accordo, la distinzione definitiva tra livello 1 e livello 2 e l’individuazione puntuale di tutte le sedi operative.

Ed è proprio questo il passaggio decisivo da verificare nelle prossime settimane. Perché se il modello verrà attuato davvero come scritto, il cambiamento per la Maremma sarà tutt’altro che marginale: più ore di assistenza, una rete di medici collegati tra loro, più personale di supporto e meno dipendenza dall’orario del singolo ambulatorio.

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