Acqua, Gelichi incalza Asa e Comune: «E nel frattempo cosa facciamo?» | MaremmaOggi Skip to content

Acqua, Gelichi incalza Asa e Comune: «E nel frattempo cosa facciamo?»

Ascolta Piombino contesta l’assenza di soluzioni di breve periodo dopo i disagi di agosto e chiede interventi immediati su consumi, perdite e autoclavi
Un rubinetto dell’acqua

PIOMBINO. «Sull’acqua non vediamo soluzioni di breve periodo». Ascolta Piombino, attraverso il portavoce Riccardo Gelichi, interviene nel dibattito sulla crisi idrica che nelle ultime settimane ha interessato Piombino e, più in generale, la Val di Cornia.

Nel mirino ci sono soprattutto le spiegazioni fornite da Asa sulle cause dei disservizi e il piano di investimenti annunciato dal gestore. Una strategia che guarda al medio e lungo periodo ma che, secondo Gelichi, lascia senza risposta una domanda immediata: che cosa si farà nel frattempo per evitare nuovi disagi alle famiglie?

«Non produciamo acciaio da dodici anni»

Asa, nella sua ricostruzione, ha indicato tra le criticità strutturali della Val di Cornia la presenza naturale di boro e arsenico nelle falde, il forte utilizzo della risorsa idrica che per decenni ha caratterizzato la produzione siderurgica e il trasferimento di acqua verso l’Isola d’Elba.

Una situazione che nel tempo avrebbe contribuito al forte impoverimento della falda e all’intrusione del cuneo salino.

Gelichi invita però a considerare anche quanto è cambiato negli ultimi anni.

«Vogliamo ricordare – dice – che la centrale di Franciana ospita uno dei più grandi impianti d’Europa per l’abbattimento di boro e arsenico e che a Piombino non produciamo più acciaio da dodici anni».

Asa ha indicato tra le risposte strutturali anche nuovi impianti di potabilizzazione e, soprattutto, il dissalatore dell’Elba, inseriti in un programma che prevede complessivamente oltre mezzo miliardo di euro di investimenti nell’arco di quindici anni.

Il nodo delle tariffe

C’è poi un altro passaggio della posizione di Asa che preoccupa Ascolta Piombino.

Il gestore ha sottolineato la necessità di un confronto con i sindaci in vista della revisione biennale delle tariffe, necessaria anche per individuare le risorse con cui garantire e potenziare manutenzioni e investimenti.

«Una nota – osserva Gelichi – che per le tasche dei cittadini non ci pare promettere niente di buono».

Da qui la domanda centrale posta dalla lista civica.

«Nel frattempo, come si potrà ovviare ai problemi riscontrati oggettivamente da molte famiglie piombinesi? Aspettiamo la destagionalizzazione?».

«Perché non sono stati limitati i consumi?»

Ascolta Piombino allarga poi il ragionamento alle responsabilità della politica locale.

Gelichi ricorda il ruolo di Piombino nei rapporti con Asa e sottolinea come il Comune esprima per il territorio una figura di riferimento all’interno del Consiglio di sorveglianza della società.

Il sindaco, aggiunge, partecipa ai confronti con i vertici del gestore sulla programmazione della risorsa idrica.

Da qui una seconda domanda: se alla base dell’emergenza c’è anche una scarsità della risorsa, perché non sono state adottate misure temporanee per limitarne il consumo?

Gelichi elenca alcune delle iniziative che, a suo giudizio, avrebbero potuto essere valutate: divieti o limitazioni all’utilizzo dell’acqua potabile per usi non domestici, restrizioni per il riempimento delle piscine, eventuali fasce orarie per la distribuzione, un tavolo con la Protezione civile e, nei momenti più critici, servizi di emergenza attraverso autobotti.

A queste misure avrebbe dovuto accompagnarsi, secondo Ascolta Piombino, una campagna di informazione capillare rivolta ai cittadini per invitare a ridurre i consumi.

Perdite e autoclavi, «servono interventi»

Un altro capitolo riguarda le perdite della rete.

Secondo Gelichi, una risposta al problema degli sprechi passa necessariamente da interventi tempestivi sulle dispersioni e da una programmazione capillare degli investimenti necessari per rinnovare gli impianti.

C’è poi il problema emerso soprattutto nei condomini di Piombino, dove diverse famiglie che abitano ai piani più alti hanno lamentato una pressione insufficiente.

Su questo punto Ascolta Piombino condivide la possibilità di favorire l’installazione di autoclavi, ma chiede un sostegno concreto.

«Condividiamo e sollecitiamo contributi pubblici per installare, dove possibile, le autoclavi», dice Gelichi.

«Basta con lo scarico delle responsabilità»

Il giudizio finale è rivolto alla gestione politica dell’intera vicenda.

Per Ascolta Piombino, il confronto di questi giorni rischia infatti di trasformarsi in una discussione sulle responsabilità passate e presenti senza affrontare abbastanza rapidamente i problemi concreti.

«Ci pare che la politica non prenda questo tema con la dovuta perizia e trasparenza – conclude Gelichi – ma con un gioco inutile e dannoso di scarico delle responsabilità di oggi e di ieri».

La questione posta dalla lista civica resta quindi quella delle risposte immediate: accanto ai grandi investimenti, ai dissalatori e alle opere destinate a modificare nel tempo l’equilibrio idrico della Val di Cornia, servono soluzioni per evitare che già nelle prossime settimane o nella prossima estate le famiglie si ritrovino nuovamente con poca acqua ai rubinetti.

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