Dagli abissi della Terra a Baratti, la storia vera che sembra un romanzo di Jules Verne | MaremmaOggi Skip to content

Dagli abissi della Terra a Baratti, la storia vera che sembra un romanzo di Jules Verne

Giovedì 13 agosto alle 21.30 Masiar Pasquali presenta a Casa Esagono “Lettera dagli abissi”, racconto del viaggio verso il punto più profondo degli oceani e del difficile rapporto tra un padre e un figlio. Lo spettacolo è gratuito e sarà preceduto da un aperitivo
Masiar Pasquali

BARATTI. Buio assoluto. Fuori c’è una temperatura di un grado e la pressione è novecento volte superiore a quella sulla terraferma.

Siamo nel 1960 e Jacques Piccard sta scendendo verso il fondo della Fossa delle Marianne, chiuso dentro una sfera d’acciaio di appena due metri di diametro.

A 9mila metri di profondità sente uno schianto. Qualcosa si è incrinato. Sotto di lui ci sono ancora quasi duemila metri di oceano.

È da questo momento che prende vita “Lettera dagli abissi”, il nuovo spettacolo di Masiar Pasquali, fotografo, videomaker, podcaster e storyteller cresciuto a Follonica.

Pasquali lo presenterà giovedì 13 agosto alle 21.30 a Casa Esagono, a Baratti, uno dei luoghi più particolari della costa toscana.

Lo spettacolo sarà proposto in forma di prova aperta, con ingresso gratuito, e sarà preceduto alle 20 da un aperitivo.

Quasi 11mila metri sotto il mare

“Lettera dagli abissi” parte da una storia realmente accaduta. È quella di Auguste e Jacques Piccard, padre e figlio, due uomini che sembrano usciti dalla fantasia di Jules Verne e che invece hanno realmente contribuito ad alcune delle più straordinarie esplorazioni del Novecento.

Auguste è un fisico, inventore ed esploratore. Un pioniere capace di spingersi verso il cielo con i palloni stratosferici e poi di lavorare alla progettazione dei mezzi destinati a esplorare le profondità degli oceani.

Jacques raccoglie quella straordinaria eredità.

Il 23 gennaio 1960, insieme allo statunitense Don Walsh, sale sul batiscafo Trieste e comincia una discesa destinata a entrare nella storia.

La meta è il Challenger Deep, nella Fossa delle Marianne: il punto più profondo degli oceani

Ed è proprio durante quella discesa che, a circa 9mila metri, viene avvertito uno schianto. Ma il viaggio continua.

La vera discesa è quella dentro un rapporto

Pasquali, però, non costruisce il proprio spettacolo soltanto intorno all’impresa. L’abisso diventa un luogo nel quale guardarsi dentro.

Perché Jacques Piccard non è soltanto un esploratore che sta cercando di raggiungere il punto più profondo della Terra.

È anche un figlio. E suo padre non è un padre qualsiasi.

Da bambino Jacques vede Auguste spesso di spalle, impegnato nel suo studio oppure pronto a partire per una nuova spedizione.

Tra loro esiste una distanza che non è soltanto fisica ma è intellettuale ed emotiva.

E mentre Jacques scende sempre più in profondità, Pasquali immagina che cominci a scrivere mentalmente una lettera al padre.

È da qui che la storia vera incontra l’autofinzione.

Ai fatti realmente accaduti si alterna infatti la ricostruzione immaginata del rapporto tra i due uomini, fino a trasformare una delle più incredibili imprese dell’esplorazione umana in una domanda molto più semplice e universale: quanto è difficile essere figli di un padre straordinario?

Dal successo de “Il buco” alla nuova storia

Per Masiar Pasquali è un ritorno a Casa Esagono. Proprio a Baratti, nel 2025, aveva presentato “Il buco – Pionieri dell’eroina”, podcast autoprodotto che successivamente ha ottenuto il terzo posto tra i migliori podcast italiani di narrazione a ilPod2025.

Un lavoro che ha portato Pasquali in giro per l’Italia con un tour di 25 date.

Anche in quel caso il punto di partenza era una storia reale. È il terreno sul quale Pasquali lavora da anni: prendere vicende e persone realmente esistite e usarle per entrare nelle pieghe più profonde dei rapporti umani e delle comunità.

“Lettera dagli abissi” prosegue lungo quella strada.

Da Follonica a Milano, passando per Londra, Parigi e New York

La storia di Pasquali comincia in Maremma. Cresce a Follonica, prima di trasferirsi e lavorare tra Milano, Londra, Parigi e New York.

Studia recitazione, organizzazione dello spettacolo dal vivo, fotografia e videomaking e comincia giovanissimo la propria carriera al Festival dei Due Mondi di Spoleto.

Le sue fotografie sono state pubblicate su alcune delle più importanti testate italiane e internazionali, dal New York Times a Le Monde, dal Corriere della Sera a Repubblica, dal Sole 24 Ore a Vanity Fair.

È inoltre fotografo ufficiale del Piccolo Teatro di Milano. Da oltre dieci anni sviluppa progetti di storytelling socio-antropologico dedicati soprattutto alle persone e alle piccole comunità. Oggi vive e lavora a Milano come fotografo, videomaker e storyteller.

Lo spettacolo dentro un’opera d’arte

Anche il luogo scelto per “Lettera dagli abissi” ha qualcosa di particolare. Casa Esagono non è semplicemente lo spazio che ospita lo spettacolo.

È essa stessa un’opera.

Il rapporto tra l’architetto fiorentino Vittorio Giorgini e Baratti nasce alla metà degli anni Cinquanta, quando questa parte della costa era ancora quasi completamente intatta dal punto di vista paesaggistico.

Casa Esagono a Baratti
Casa Esagono a Baratti

Proprio qui Giorgini realizzò due delle sue opere più sperimentali: Casa Esagono, tra il 1957 e il 1960, e Casa Saldarini, costruita tra il 1962 e il 1965 e conosciuta come “la Balena”.

Casa Esagono è stata inserita dal ministero della Cultura nel censimento delle Architetture del Novecento di pregio.

Nel 2024, dopo un intervento di restauro conservativo, consolidamento e riqualificazione funzionale realizzato grazie alla Regione Toscana e cofinanziato dal Comune di Piombino, è stata restituita alla fruizione pubblica.

Oggi è diventata uno spazio dedicato alla cultura, alla creatività contemporanea, alla partecipazione e alla condivisione.

Una notte negli abissi a Baratti

Ed è difficile immaginare uno scenario più particolare per questa storia. Un’architettura nata dalla sperimentazione di Vittorio Giorgini, immersa nel paesaggio di Baratti, ospiterà il racconto di altri uomini che alla sperimentazione hanno dedicato la propria vita.

Alle 20 è previsto l’aperitivo, poi, alle 21.30, comincerà la discesa. Quasi undicimila metri verso il punto più profondo della Terra.

Dentro una sfera d’acciaio, nel buio.

Ma l’abisso raccontato da Masiar Pasquali non è soltanto quello che si apre sotto il batiscafo. È la distanza che qualche volta separa un padre da un figlio. E il viaggio necessario per provare a colmarla.

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