MONTE AMIATA. La vetta del Monte Amiata è uno dei luoghi simbolo della Toscana, meta ogni anno di migliaia di visitatori. Ma per chi ha una disabilità motoria raggiungerla e viverla può trasformarsi in un percorso a ostacoli.
A lanciare l’appello è il Garante della disabilità del Comune di Grosseto Diego Montani, che dopo un sopralluogo sul monte chiede alle istituzioni di aprire un confronto sull’accessibilità del comprensorio.
L’obiettivo, chiarisce, non è modificare la natura del territorio, ma eliminare quelle barriere che ancora oggi impediscono a molte persone di godere di uno dei luoghi più belli della Toscana.
Le criticità riscontrate
Durante la visita il Garante ha documentato diverse situazioni che, a suo giudizio, limitano la fruibilità dell’area.
Tra le criticità segnalate ci sono accessi difficili alle strutture ricettive, barriere architettoniche in bar e ristoranti, parcheggi e percorsi pedonali non adeguati, oltre a marciapiedi spesso occupati da auto in sosta che rendono ancora più complicati gli spostamenti.
Problemi che riguardano anche alcune aree verdi e la stessa seggiovia, che rappresenta un’importante porta d’accesso alla montagna ma le cui stazioni, secondo il Garante, non sarebbero ancora pienamente accessibili.
«Non chiediamo di cambiare il Monte Amiata»
Il messaggio è chiaro.
«Nessuno vuole asfaltare i sentieri o snaturare il Monte Amiata – spiega il Garante – L’obiettivo è programmare interventi graduali e compatibili con il paesaggio, eliminando le barriere evitabili e rendendo accessibili servizi e strutture ogni volta che questo sia possibile».
Secondo Montani, l’accessibilità non riguarda soltanto le persone con disabilità, ma rappresenta un beneficio per tutti.
«Significa migliorare la qualità della vita degli anziani, delle famiglie con passeggini, di chi ha una difficoltà motoria temporanea e, più in generale, di ogni visitatore – spiega – Un territorio accessibile è anche un territorio più sicuro e più attrattivo dal punto di vista turistico».
La disponibilità dei gestori degli impianti
Nel corso del sopralluogo non sono mancati anche gli aspetti positivi.
Il Garante ha infatti contattato la società che gestisce gli impianti di risalita, ricevendo la disponibilità del personale ad assistere gli utenti con fragilità nelle operazioni di salita e discesa dalla seggiovia.
Un atteggiamento che viene definito «meritevole di apprezzamento», pur ribadendo che la buona volontà degli operatori non può sostituire infrastrutture realmente accessibili.
La proposta: un tavolo di confronto
Per questo il Garante propone la nascita di un tavolo di lavoro che coinvolga Comuni, Unione dei Comuni Montani Amiata Grossetana, gestori degli impianti, associazioni e rappresentanti delle persone con disabilità.
L’obiettivo è costruire un programma condiviso di interventi, capace di conciliare la tutela ambientale con il diritto di tutti a vivere la montagna.
«Sono disponibile a mettere a disposizione l’esperienza maturata nel mio ruolo e a coinvolgere la rete delle associazioni con cui collaboro – conclude – Il Monte Amiata può diventare un esempio di come inclusione e rispetto dell’ambiente possano procedere insieme».





