PIOMBINO. La paura ha preso il posto dell’entusiasmo per le vacanze. Un boato sordo, lo stridio disperato degli pneumatici sull’asfalto e poi il silenzio gelido di chi, per un soffio, si è reso conto di aver evitato il peggio.
È accaduto nel tardo pomeriggio di oggi, lunedì 27 luglio, attorno alle 17.30, l’ennesimo, violento sinistro stradale all’oramai famigerato incrocio tra via Unità d’Italia e viale della Resistenza, l’arteria strategica che conduce verso la zona portuale.
La tragedia sfiorata
Questa volta, tuttavia, il bollettino avrebbe potuto essere ben più drammatico.
Nell’abitacolo della vettura colpita, infatti, viaggiava una neonata di appena pochi mesi, che miracolosamente si è salvata, grazie al seggiolino al quale era saldamente legata.
Sul posto, per mettere in sicurezza l’area, dirigere il traffico e compiere tutti i rilievi del caso necessari a ricostruire l’esatta dinamica dello schianto, sono intervenute tre volanti della polizia locale.
La dinamica: una sbandata inevitabile
Lo scontro ha coinvolto due veicoli, ma ad avere la peggio è stata l’auto a bordo della quale viaggiava una giovane famiglia di turisti stranieri. Oltre allo spavento e ai danni materiali, il conducente della vettura speronata, un ragazzo di circa trent’anni, ha riportato delle ferite e una dolorosa slogatura alla caviglia.
«L’altra auto andava veramente ad una velocità folle – racconta il giovane, ferito e ancora incredulo per la violenza dell’impatto – Stavo svoltando verso il porto quando mi sono visto arrivare questo veicolo a una velocità spaventosa. Ho frenato quanto più possibile e ho sterzato bruscamente, ho provato in tutti i modi ad evitarla ma non c’è stato verso. Andava troppo veloce e, considerato che il semaforo si trovava a poca distanza, non riesco davvero a capacitarmi di come si possa viaggiare a quella andatura».
Lo choc del turista: «Partiti dalla Germania, l’incubo a Piombino»
Il racconto si tinge poi di amarezza quando il padre di famiglia ripensa alle ore trascorse al volante, iniziate con ben altre aspettative e culminate nel terrore sulle strade di Piombino. Accompagnato dalla compagna e dalla loro piccola, il trentenne prova a esprimere tutto il suo smarrimento.
«Noi veniamo dalla Germania, siamo stati anche in Svizzera: siamo abituati a velocità elevate sulle autostrade – spiega – ma una situazione del genere non ha giustificazione. Siamo partiti questa mattina, ho guidato per nove ore senza che accadesse assolutamente nulla; arrivo a Piombino ed ecco l’incidente».
Non mancano, infine, pesanti interrogativi sulla sicurezza infrastrutturale di quel tratto viario, da tempo al centro delle proteste di residenti e automobilisti per la sua pericolosità intrinseca. Nelle ultime settimane sono ben quattro gli incidenti intercorsi in quel punto.
«Quello che mi sento di dire è che in quel punto specifico la visibilità è fortemente ridotta, e non si riesce a comprendere chiaramente la segnaletica orizzontale e verticale».
La paura per il futuro della vacanza
Il pensiero torna immediatamente alla famiglia, l’unica vera priorità scampata alla tragedia grazie alla prudenza nell’assicurare la piccola passeggera.
«Volevo solo regalare un bel viaggio alla mia famiglia, ma adesso sono davvero sconvolto – aggiunge – Sono un papà, per me la mia famiglia è tutto. Per fortuna la bambina era nel suo seggiolino ed era ben legata. La mia auto ora è distrutta nella parte anteriore, e spero che non ci siano danni irreparabili al motore».
L’episodio ha inevitabilmente segnato l’inizio di quella che doveva essere una serena parentesi di svago, gettando un’ombra pesante sulla percezione della sicurezza stradale nel nostro Paese.
«Questo doveva essere il nostro primo spensierato viaggio in Italia ed ora ho paura per la mia bambina. Siamo diretti all’Isola d’Elba, ma ho il timore di percorrere queste strade: non sono affatto come quelle a cui siamo abituati in Germania».