PIOMBINO. Il rigassificatore resta nel porto di Piombino e il Comitato Salute Pubblica torna a chiedere conto alle istituzioni. Con un nuovo intervento pubblico, il Comitato accusa Comune e forze politiche di aver abbandonato la battaglia per l’allontanamento della nave rigassificatrice, ricordando che luglio 2026 avrebbe dovuto segnare la fine della permanenza dell’impianto nello scalo piombinese.
Secondo il Comitato, quella data rappresentava un termine preciso, richiamato negli atti amministrativi e nella sentenza del Tar del Lazio. Oggi, invece, dopo l’approvazione del decreto legge 32/2026, che ha eliminato di fatto la scadenza fissando una proroga senza termine, la situazione è completamente cambiata.
«Le promesse sono state infrante»
Nel comunicato il Comitato parla di «promesse infrante» e di un «silenzio surreale» da parte delle istituzioni locali.
L’associazione ricorda come negli anni il Comune avesse promosso il ricorso al Tar, sostenuto iniziative pubbliche e raccolte di firme contro il rigassificatore. Dopo la modifica normativa introdotta dal Governo, però, secondo il Comitato, non sarebbero state assunte iniziative adeguate per contrastare la proroga.
Le critiche non sono rivolte soltanto alla maggioranza che guida il Comune, ma anche alle forze di opposizione, accusate di non aver esercitato con sufficiente determinazione il proprio ruolo di controllo.
«Un caso unico al mondo»
Il Comitato ribadisce la propria contrarietà alla presenza della nave rigassificatrice nel porto di Piombino, sostenendo che la città rappresenti un caso unico, con un impianto collocato all’interno di un porto commerciale e turistico, a breve distanza dalle abitazioni.
Nel documento viene inoltre ricordato che l’infrastruttura è soggetta alla normativa Seveso III per gli impianti a rischio di incidente rilevante e che, secondo il Comitato, il contesto urbano non sarebbe dotato di adeguate vie di fuga in caso di emergenza.
Le richieste al Comune
Per questo il Comitato Salute Pubblica chiede al sindaco, alla giunta e all’intero Consiglio comunale di chiarire quali iniziative intendano assumere.
In particolare vengono avanzate tre richieste:
- conoscere quali azioni legali o amministrative il Comune abbia intrapreso o intenda promuovere contro la proroga;
- sapere quali misure saranno adottate per garantire la tutela della salute e della sicurezza dei cittadini;
- convocare un Consiglio comunale aperto e monotematico, dedicato esclusivamente al futuro del rigassificatore, affinché il confronto avvenga pubblicamente davanti alla cittadinanza.
«La città merita risposte»
Secondo il Comitato, la comunità piombinese ha dimostrato pazienza negli ultimi anni, ma adesso è arrivato il momento che le istituzioni assumano con chiarezza le proprie responsabilità.
L’associazione conclude chiedendo che il dibattito sul futuro del rigassificatore torni al centro dell’agenda politica cittadina e che vengano fornite risposte concrete sulle prospettive dell’impianto e sulle iniziative che l’amministrazione intende mettere in campo.