PIOMBINO. È stata raggiunta l’intesa sul testo dell’Accordo di programma relativo a JSW, al termine di un confronto complesso che si è tenuto al Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit). Il traguardo arriva dopo che, nelle scorse settimane, la Regione Toscana e le organizzazioni sindacali avevano frenato sulla firma proprio per pretendere blindature rigide sul fronte del lavoro.
Il testo condiviso garantisce la continuità occupazionale per l’intero bacino dei 1260 lavoratori di Piombino, coprendo la delicata fase di transizione tra il ridimensionamento delle attività JSW e l’avvio del nuovo polo industriale di Metinvest Adria.
Un’intesa cruciale al Ministero
Il sindaco di Piombino, Francesco Ferrari, ha sottolineato come il Comune abbia ottenuto il recepimento di richieste fondamentali relative al rapporto con l’azienda, con particolare attenzione alla disciplina delle aree pubbliche e alle opere di compensazione, i cui dettagli saranno illustrati nei prossimi giorni.
«Si tratta, inoltre, del pieno rispetto dell’impegno che insieme al ministro Adolfo Urso avevamo assunto nei giorni scorsi con le organizzazioni sindacali, un impegno che oggi trova concreta attuazione nel testo condiviso. Era questo l’obiettivo sul quale abbiamo mantenuto la massima attenzione fin dall’inizio del confronto e sul quale non abbiamo mai inteso arretrare» fa sapere il sindaco Ferrari.
Dal canto suo, il presidente della Regione Eugenio Giani ha rivendicato la linea dura tenuta il 30 giugno scorso, quando si rifiutò di firmare in assenza di garanzie totali: l’accordo odierno assicura una protezione che accompagnerà i lavoratori verso il mega-investimento ucraino da 3 miliardi di euro.
«L’Accordo consente una garanzia occupazionale senza limiti di tempo, che comunque si evolverà perché molti di questi lavoratori, quando sarà finito l‘investimento di Metinvest, poi andranno a lavorare in questa struttura siderurgica. Ritengo che sia comunque una prospettiva che consente di poter parlare di ripartenza della siderurgia a Piombino abbiamo lavorato molto e ringrazio tutti, il ministro Urso, il direttore del dipartimento politiche per le imprese del Mimit Marco Calabrò, tutte le organizzazioni sindacali nonché, naturalmente, gli operatori imprenditoriali che sottoscrivono l’Accordo».
«Come Regione ci abbiamo messo tanto cuore e tanta passione e sono contento, perché proprio la rigidità a cui mi sono ispirato, anche seguendo le indicazioni delle organizzazioni sindacali, mi ha portato a favorire il 9 luglio un Accordo a condizioni migliori per i lavoratori» conclude Giani.

La voce del sindacato: tra passi in avanti e prudenza
Un giudizio positivo, seppur con la guardia alta, arriva dalla Fim Cisl. I segretari Valerio D’Alò e Paolo Cappelli evidenziano come le istanze dei lavoratori siano diventate parte integrante del tavolo istituzionale, scongiurando il rischio che qualcuno restasse indietro. È stato inoltre formalizzato l’aggiornamento dell’accordo quadro e stabilito un monitoraggio con un tavolo di controllo quadrimestrale.
Tuttavia, toni ben più critici arrivano dalla USB Piombino, che definisce la partita tutt’altro che chiusa. «USB ritiene però che sia necessario mantenere grande prudenza. Non diciamo gatto se non ce l’hai nel sacco», ribadisce il sindacato di base, ricordando i precedenti non lusinghieri di JSW dal 2018 in poi e le incognite legate al progetto Metinvest, frenato dal contesto internazionale.
Per USB si tratta di un’occasione mancata: in presenza di asset strategici come l’unica produzione di rotaie ferroviarie italiane, lo Stato avrebbe dovuto assumere un controllo diretto e pubblico del rilancio siderurgico, anziché affidarsi ancora alle multinazionali. La cartina tornasole di questo percorso sarà il prossimo appuntamento al Mimit fissato per il 15 luglio.
«A Piombino esistevano tutte le condizioni per un intervento dello Stato. Gli investimenti riguardano aree pubbliche e demaniali e nello stabilimento si produce l’unica rotaia ferroviaria italiana, una produzione strategica per la sicurezza, l’autonomia industriale e lo sviluppo della rete ferroviaria nazionale. Un asset di questo valore non può continuare a essere lasciato nelle mani di gruppi privati che hanno già dimostrato di non mantenere gli impegni assunti. Dopo anni di finanziamenti pubblici concessi senza risultati concreti, era il momento di cambiare strada» sottolinea USB.
La soddisfazione della politica
Esulta la maggioranza di governo con il deputato e coordinatore regionale di Fratelli d’Italia, Francesco Michelotti. Secondo il parlamentare, l’intesa rappresenta una svolta storica che concretizza la visione strategica del Governo Meloni per l’industria nazionale, coniugando bonifiche, innovazione e salvaguardia dei livelli occupazionali in un territorio a lungo penalizzato dall’incertezza.
«Dopo anni di incertezze e accordi rimasti sulla carta, il Governo Meloni dimostra di avere una visione strategica per l’industria nazionale e la capacità di accompagnarla con azioni concrete. La piena salvaguardia dei lavoratori, il monitoraggio degli impegni assunti e gli investimenti previsti restituiscono fiducia a un territorio che merita di tornare protagonista» dichiara Michelotti in nota.