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Accordo Jsw, l’affondo della Fiom: «Senza i lavoratori attuali muore la storia della siderurgia a Piombino»

Il sindacato interviene in vista dell’accordo di programma: senza la salvaguardia degli attuali organici si perde un patrimonio di competenze impossibile da rimpiazzare
Magona, Jsw e Metinvest-Danieli, i tre volti dell'acciaio a Piombino
Magona, Jsw e Metinvest-Danieli, i tre volti dell’acciaio a Piombino

PIOMBINO.  La vertenza dell’acciaio piombinese entra in una fase cruciale e il sindacato alza la guardia. A pochi giorni dal confronto istituzionale che ha visto intorno allo stesso tavolo il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani e il sindaco di Piombino Francesco Ferrari, la Fiom-Cgil di Livorno torna a far sentire la propria voce.

A firmare l’intervento è il segretario territoriale Mauro Macelloni, che mette sul tavolo un tema tanto delicato quanto urgente: la tenuta occupazionale e la salvaguardia del know-how operaio in vista della firma del nuovo accordo di programma per Jsw Steel Italy.

La coerenza delle istituzioni e il nodo della manodopera

Il punto di partenza della riflessione sindacale si muove sul terreno delle dichiarazioni recenti di Confindustria e del mondo politico. Da più parti si sottolinea la centralità strategica della siderurgia nazionale, accompagnata però dall’atavica difficoltà nel reperire manodopera specializzata e nell’attrarre le nuove generazioni verso le tute blu.

Un cortocircuito logico, secondo la Fiom, se a queste denunce non seguono atti concreti di tutela immediata. Per il sindacato non esiste una dicotomia tra il rilancio industriale futuro e la protezione delle maestranze di oggi: le due cose coincidono.

Arrivare vivi ai nuovi impianti

Il cuore dell’appello lanciato da Macelloni riguarda la continuità delle competenze. Per far ripartire la produzione e garantire un ricambio generazionale efficace, non basta pianificare l’arrivo di nuovi impianti siderurgici. È indispensabile che il capitale umano attualmente presente all’interno dello stabilimento arrivi “vivo”, ovvero economicamente e professionalmente integro, all’appuntamento con la svolta industriale.

Disperdere l’esperienza accumulata in anni e anni di lavoro all’interno della fabbrica significherebbe condannare il futuro polo siderurgico a un vuoto di competenze difficilmente colmabile.

L’alt al testo dell’accordo di programma

Da qui la richiesta perentoria indirizzata al governo, alla Regione e al Comune: l’accordo di programma non può e non deve contenere zone d’ombra.

La Fiom-Cgil chiede a gran voce che il testo definitivo garantisca una copertura e una tutela piena ed incondizionata per tutti i lavoratori in forza a Jsw. Non si tratta soltanto di difendere i posti di lavoro in senso numerico, ma di preservare l’identità stessa, il dna e la storia della siderurgia piombinese, evitando che un patrimonio di professionalità unico venga sacrificato o disperso nel nome della transizione.

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