VAL DI CORNIA/ GROSSETO. Un inizio d’estate drammatico sulle spiagge della provincia di Livorno e Grosseto.
Se per i tanti residenti il mare rappresenta un momento di svago e relax e per i turisti la costa toscana è la meta agognata delle loro vacanze, la realtà della cronaca mostra un risvolto ben più severo e preoccupante. In questo avvio di stagione, il bilancio tra il 1° giugno e il 6 luglio parla chiaro ed evidenzia uno scenario allarmante: i decessi per malore improvviso durante la balneazione sono in netto aumento rispetto agli anni passati.
Tragedie in aumento
Se nel 2024 e 2025 erano stati riportati solo degli episodi isolati, il 2026 segna una discontinuità. Tra le province di Livorno e Grosseto, il bilancio delle prime cinque settimane di giugno, arrivando fino ai primi giorni di luglio, conta già diversi eventi fatali.
Mentre negli scorsi anni il numero di decessi per malore in mare si attestava su una media di 1 o 2 casi complessivi per zona, in questo 2026 il conteggio si è raddoppiato.
Nel 2025, il periodo compreso tra il 31 maggio e i primi di luglio ha visto due tragici episodi per malore in mare. Il 3 giugno 2025, un uomo di 66 anni è deceduto nella spiaggia libera di Follonica, mentre il 14 giugno un 86enne ha perso la vita a Marina di Bibbona; in entrambi i casi, nonostante il tempestivo intervento dei soccorsi e dei bagnini, ogni tentativo di rianimazione si è rivelato purtroppo vano.
Quest’anno, la situazione appare ancor più drammatica: dal 1° giugno a oggi, la cronaca ha registrato una preoccupante escalation di decessi tra i bagnanti, che ha colpito quasi esclusivamente persone anziane. La serie di lutti si è aperta a Quercianella con la scomparsa di una donna di 87 anni, seguita dal decesso di un 82enne a Baratti.
Il 27 giugno, un uomo di pari età è stato stroncato da un malore a Marina di Grosseto, mentre il giorno seguente, a Fonteblanda, un 76enne è spirato sulla spiaggia di Bengodi nonostante le manovre di rianimazione cardiopolmonare. La sequenza di tragedie si è purtroppo allungata questa mattina, 6 luglio, ancora una volta a Follonica, dove un turista di 82 anni ha perso la vita in mare davanti agli occhi della moglie.
Quali le cause?
Sebbene sia scientificamente complesso collegare direttamente ogni singolo episodio a una causa univoca, gli esperti e gli operatori del 118 invitano alla massima prudenza, specialmente in un’estate che si preannuncia tra le più calde degli ultimi anni.
Il forte stress termico, unito alle temperature dell’acqua e a un’esposizione solare intensa, può rappresentare un mix rischioso per chi ha condizioni di salute preesistenti o non è abituato ai ritmi di esposizione alle alte temperature.
L’appello alla prudenza
«Non sottovalutare mai i segnali del corpo», è il monito che arriva dalla Regione, dalla Protezione Civile, dall’ASL e dal personale di salvataggio attivo lungo le spiagge della Val di Cornia e della costa maremmana. L’aumento dei casi registrato quest’anno impone una riflessione collettiva: l’attenzione alla sicurezza non deve mai calare, specialmente nelle fasce orarie più calde e in presenza di condizioni meteo-marine che richiedono un maggiore sforzo fisico.
L’invito rivolto ai bagnanti, specialmente i più anziani, è dunque quello di approcciarsi all’acqua con gradualità, evitando immersioni repentine e prediligendo le ore della mattina o del tardo pomeriggio, limitando al massimo l’esposizione diretta al sole.
Emergenza sangue: l’appello dell’Avis
Le temperature estreme registrate sul territorio regionale nelle scorse settimane hanno provocato un calo fisiologico ma preoccupante delle scorte di sangue. Per arginare questa carenza e sensibilizzare i cittadini, i vertici regionali dell’associazione sono intervenuti direttamente per richiamare la popolazione alla solidarietà in un momento cruciale per le strutture ospedaliere.
A dirlo è Claudia Firenze, presidente di Avis Toscana, lanciando un appello ai cittadini toscani: «Le settimane di caldo eccezionale hanno avuto un effetto inevitabile anche sulle donazioni di sangue e plasma. Molti cittadini hanno rinviato l’appuntamento e questo si è tradotto in una flessione delle raccolte. Ora che le temperature sono tornate nella media stagionale, pur restando tipicamente estive, chiediamo ai toscani di fare un passo in più e tornare nei centri trasfusionali. È il momento di recuperare».
«L’estate rappresenta tradizionalmente uno dei periodi più delicati per il sistema trasfusionale: alle difficoltà provocate dalle alte temperature si aggiungono le partenze per le vacanze, mentre negli ospedali il fabbisogno di sangue e plasma resta costante per garantire interventi chirurgici, emergenze, terapie oncologiche e cure per numerose patologie. Per questo – spiega Firenze – è importante che chi ha rinviato il proprio appuntamento lo riprogrammi il prima possibile. Bastano pochi minuti del proprio tempo per contribuire in modo concreto a garantire cure e assistenza a migliaia di pazienti».
La speranza è che il resto della stagione possa scorrere con maggiore serenità, facendo tesoro di questa dolorosa serie di eventi che ha segnato l’inizio di quest’estate 2026.