GROSSETO/LIVORNO. Trovare una casa in affitto è diventato sempre più costoso anche in Maremma e in Val di Cornia. A confermarlo è l’ultimo report di Idealista relativo al secondo trimestre del 2026, che certifica un nuovo record nazionale: il prezzo medio degli affitti in Italia ha raggiunto i 15,4 euro al metro quadrato, il valore più alto da quando il portale immobiliare monitora il mercato, nel 2012.
Se nelle grandi città la crescita sembra rallentare, nelle province a forte vocazione turistica la corsa dei canoni continua senza sosta. E la provincia di Grosseto è tra i casi più evidenti.
Grosseto vola: +18,1% in appena tre mesi
Il dato che colpisce riguarda proprio la provincia grossetana, dove gli affitti sono aumentati del 18,1% rispetto al trimestre precedente.
Si tratta di uno degli incrementi più elevati registrati in Italia, preceduto soltanto da Nuoro (+22,2%) e Sassari (+18,2%).
Secondo gli analisti di Idealista, sono proprio le province caratterizzate da forte richiamo turistico e da una bassa densità abitativa a subire le oscillazioni più marcate del mercato immobiliare.
Una dinamica che interessa in pieno la Maremma, dove durante la stagione estiva la domanda cresce rapidamente, alimentata sia dal turismo sia da chi cerca una soluzione abitativa temporanea per motivi di lavoro.
Anche la Val di Cornia sente la pressione del mercato
Sebbene il report non distingua i dati dei singoli comuni della provincia di Livorno, anche la Val di Cornia sta vivendo una fase di forte pressione sul mercato degli affitti.
Località come Piombino, San Vincenzo, Campiglia Marittima, Suvereto e le aree costiere continuano ad attrarre lavoratori stagionali, famiglie e turisti, con un’offerta di immobili che fatica a soddisfare la domanda.
Il risultato è un progressivo aumento dei canoni, soprattutto nelle abitazioni vicine al mare e nei centri più richiesti durante la stagione estiva.
Il mercato immobiliare cambia volto
Per Vincenzo De Tommaso, responsabile dell’Ufficio Studi di Idealista, il mercato sta vivendo una trasformazione evidente.
«Il secondo trimestre racconta un mercato a due velocità. I grandi centri maturi hanno raggiunto un tetto di sostenibilità per le famiglie, mentre la crescita si concentra nelle province turistiche e a bassa densità, dove stagionalità e mobilità del lavoro amplificano le oscillazioni».
Alla base dell’aumento c’è soprattutto uno squilibrio strutturale tra domanda e offerta: chi cerca una casa in affitto è sempre di più, mentre gli immobili disponibili restano pochi.
Una situazione che pesa soprattutto su giovani, famiglie e lavoratori, costretti a destinare una quota sempre maggiore del reddito al pagamento del canone.
Record nazionale: mai affitti così cari dal 2012
Nel secondo trimestre del 2026 il prezzo medio degli affitti in Italia ha raggiunto i 15,4 euro al metro quadrato, con una crescita del 4,2% rispetto ai tre mesi precedenti e del 5,5% su base annua.
Tra le grandi città, Torino continua a crescere (+4,7%), mentre Milano rimane stabile e Roma registra un aumento minimo (+0,2%). Più contenuto anche l’incremento di Napoli (+0,5%), segnale che nei grandi centri il mercato potrebbe aver raggiunto un limite di sostenibilità.
La Toscana, invece, continua a essere tra le regioni più costose d’Italia, con un prezzo medio di 19,3 euro al metro quadrato, preceduta soltanto da Valle d’Aosta e Lombardia.





