SUVERETO. Non si placa il confronto politico sul futuro energetico della Val di Cornia. Dopo le dichiarazioni della sindaca sul rapporto tra il progetto SA.CO.I.3, la rete elettrica nazionale e la proliferazione degli impianti per le energie rinnovabili, arriva la dura replica dell’associazione Uniamo Suvereto, che accusa l’amministrazione comunale di aver fornito una ricostruzione «parziale» e di aver omesso elementi fondamentali della vicenda.
L’associazione sostiene che esista un collegamento tra il potenziamento della rete elettrica nazionale e il crescente numero di richieste per impianti fotovoltaici e sistemi di accumulo (BESS) nell’area di Suvereto, richiamando i documenti di pianificazione di Terna.
Per Uniamo Suvereto il collegamento esiste
Secondo l’associazione, la sindaca avrebbe negato qualsiasi relazione tra il progetto SA.CO.I.3 e l’espansione degli impianti di energia rinnovabile sul territorio.
Una posizione che Uniamo Suvereto considera smentita dagli stessi documenti ufficiali di Terna.
L’associazione evidenzia come il progetto SA.CO.I.3, insieme al Tyrrhenian Link, faccia parte della strategia nazionale di sviluppo della rete elettrica finalizzata ad aumentare la capacità di trasporto dell’energia prodotta da fonti rinnovabili e a garantire una maggiore integrazione del sistema elettrico.
Secondo Uniamo Suvereto, proprio il ruolo della stazione elettrica presente nel territorio renderebbe l’area particolarmente attrattiva per nuovi investimenti in impianti fotovoltaici e sistemi di accumulo.
Le accuse sulla gestione del Consiglio comunale del 2020
Nella replica trova spazio anche una ricostruzione della seduta del Consiglio comunale del gennaio 2020, quando venne approvata la delibera relativa agli accordi con Terna sul progetto SA.CO.I.3.
L’associazione respinge la ricostruzione fatta dalla sindaca sui motivi che portarono l’allora minoranza ad abbandonare l’aula.
Secondo Uniamo Suvereto, durante la precedente commissione consiliare erano state presentate numerose osservazioni e Terna si era impegnata a fornire risposte scritte prima della seduta del Consiglio.
Documento che, sostiene l’associazione, non sarebbe stato messo a disposizione dei consiglieri di minoranza durante il dibattito, mentre la sindaca avrebbe comunicato di esserne in possesso soltanto al termine della discussione.
A questo si sarebbe aggiunta, secondo la nota, la presentazione di un emendamento ritenuto non conforme al regolamento consiliare.
Per questi motivi, spiega Uniamo Suvereto, l’abbandono dell’aula rappresentò una scelta politica motivata da quelle che vengono definite «gravi violazioni della trasparenza e della correttezza istituzionale».
«Se oggi serve una cabina di regia, serviva anche ieri»
L’associazione sottolinea inoltre come la stessa richiesta avanzata dalla sindaca alla Regione Toscana per l’istituzione di una cabina di regia con Terna rappresenti, a suo giudizio, il riconoscimento della necessità di un confronto istituzionale che avrebbe dovuto essere avviato già negli anni passati.
«Se una cabina di regia serve oggi – afferma Uniamo Suvereto – era evidente che fosse necessaria anche ieri».
L’associazione conclude chiedendo una pianificazione organica delle energie rinnovabili che consenta di conciliare la transizione energetica con la tutela del paesaggio, dell’agricoltura e delle attività economiche del territorio.
Anche Lavoro&Ambiente sostiene il corteo del 3 luglio
Sul tema interviene anche la lista civica Lavoro&Ambiente, che annuncia il proprio sostegno al corteo in programma il 3 luglio a Suvereto.
La lista esprime solidarietà agli organizzatori della manifestazione e critica quello che definisce l’assalto del territorio da parte di speculazioni presentate come “green”.
Pur ribadendo la necessità di sviluppare le energie rinnovabili per ridurre la dipendenza dalle fonti fossili, Lavoro&Ambiente sostiene che oggi il processo avvenga senza una pianificazione adeguata.
Tra le proposte avanzate viene indicata anche la possibilità di destinare alle energie rinnovabili aree industriali già compromesse, come i circa 900 ettari del SIN di Piombino, anziché occupare terreni agricoli di pregio.
La lista conclude confermando il proprio sostegno a tutte le iniziative che puntano a una pianificazione condivisa dello sviluppo energetico e alla tutela del territorio della Val di Cornia.




