Porto di Piombino, Permare chiede la revoca della concessione rifiuti: «Controlli mancati» | MaremmaOggi Skip to content

Porto di Piombino, Permare: «Controlli mancati sui rifiuti pericolosi»

La società accusa l’Autorità Portuale di non aver vigilato sulla gestione dei rifiuti liquidi pericolosi e torna a chiedere la decadenza della concessione del servizio
La foto del piazzale con le macchie di rifiuti
La foto del piazzale con le macchie di rifiuti

PIOMBINO. La battaglia sulla gestione dei rifiuti delle navi nel porto di Piombino entra in una nuova fase. Permare Srl torna infatti a chiedere la decadenza, o in subordine la risoluzione, della concessione affidata al raggruppamento Nuova Giovanile – D’Arienzo per il servizio di raccolta dei rifiuti nei porti di Piombino, Portoferraio, Rio Marina e Pontile di Cavo.

A farlo è con una memoria di 21 pagine depositata all’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale e con una nota diffusa oggi, venerdì 26 giugno, nella quale la società non si limita a contestare la gestione del servizio, ma punta il dito anche contro il ruolo di vigilanza dell’Autorità Portuale.

«L’Autorità non ha svolto controlli»

Il passaggio più duro del comunicato riguarda proprio i controlli.

Secondo Permare  la gestione illecita dei rifiuti liquidi pericolosi sarebbe emersa soltanto grazie a un esposto presentato da un privato cittadino, mentre l’Autorità Portuale, pur essendo – sempre secondo la società – a conoscenza delle modalità operative del concessionario, non avrebbe effettuato verifiche né ispezioni.

La società richiama inoltre il Capitolato speciale di gara, che attribuisce all’Autorità il compito di vigilare sull’esecuzione del servizio, e cita la delibera Anac n. 497 del 29 ottobre 2024, sostenendo che rafforzi l’obbligo di controllo sull’adempimento contrattuale.

Permare aggiunge che, anche dopo gli accertamenti svolti dai carabinieri forestali e la conclusione del procedimento, non sarebbe stata assunta alcuna iniziativa nei confronti dell’attuale concessionario.

L’indagine sui rifiuti liquidi

Nel comunicato, Permare richiama il procedimento nato dall’indagine del Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale Agroalimentare e Forestale dei carabinieri di Livorno, ricordando il decreto di sequestro preventivo disposto nell’ambito dell’inchiesta.

La società cita un passaggio del provvedimento giudiziario, nel quale viene evidenziato il rischio di contaminazione ambientale e di sversamento di rifiuti pericolosi su terreno non protetto, e sostiene che le indagini abbiano riguardato una gestione illecita protrattasi per circa un anno, relativa a centinaia di tonnellate di rifiuti liquidi pericolosi provenienti anche dal rigassificatore di Piombino.

Secondo Permare, il procedimento avrebbe accertato che quella modalità di gestione era finalizzata a ridurre i costi di smaltimento. Si tratta di affermazioni contenute nella nota della società.

La richiesta di revoca della concessione

Nella memoria trasmessa all’Autorità Portuale, Permare sviluppa una serie di contestazioni tecniche.

La società sostiene che l’attuale concessionario avrebbe utilizzato un piazzale privato, esterno all’area demaniale, come base logistica per operazioni di stoccaggio, travaso e miscelazione dei rifiuti liquidi pericolosi, in contrasto con il Piano di gestione dei rifiuti e con il Capitolato speciale della concessione. Contestazioni che riguardano anche la tracciabilità dei rifiuti, la compilazione dei formulari, l’eventuale ricorso a soggetti terzi nello svolgimento del servizio e il mancato rispetto di alcune migliorie tecniche offerte in sede di gara.

Secondo Permare, che si basa sul decreto di convalida del Gip del sequestro preventivo d’urgenza del piazzale stesso,  queste presunte violazioni sarebbero tali da giustificare la decadenza della concessione o, in alternativa, la risoluzione del contratto.

Il piazzale e il rischio ambientale

Nel comunicato diffuso oggi, la società descrive il piazzale utilizzato – secondo la propria ricostruzione – come un’area sterrata, priva di impermeabilizzazione e di sistemi di drenaggio, impiegata per il riempimento delle cisterne contenenti rifiuti liquidi pericolosi.

Permare sostiene che proprio questa modalità operativa avrebbe determinato un evidente rischio ambientale e sottolinea come parte dei rifiuti provenisse dal rigassificatore di Piombino. Da qui la richiesta di un accertamento pubblico sulle responsabilità e sui controlli svolti dall’Autorità Portuale.

La posizione già espressa dall’Autorità Portuale

L’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale aveva già risposto alle contestazioni avanzate da Permare.

Con una comunicazione dell’11 maggio 2026, richiamata nella stessa memoria depositata dalla società, l’Autorità aveva infatti ritenuto insussistenti i presupposti per dichiarare la decadenza o la risoluzione della concessione, sostenendo che non fossero emerse violazioni tali da giustificare quei provvedimenti.

La vicenda amministrativa, quindi, resta aperta e potrebbe conoscere nuovi sviluppi nelle prossime settimane.

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