GROSSETO. «La vera notizia non è la sentenza del Tar Toscana, ma la continua situazione di incertezza che colpisce il settore balneare». È questo il punto sollevato da Andrea Fidanzi, presidente provinciale di Confartigianato Imprese Demaniali, che interviene sulla questione delle concessioni degli stabilimenti balneari.
«Una recente sentenza del Tar Toscana demolisce la delibera della giunta del Comune di Grosseto sulla proroga delle scadenze al 2024 – dice Fidanzi – Ma questa, in realtà, è una non notizia, perché nel frattempo è intervenuta una nuova legge dello Stato che porta tali scadenze al 2027».
«Sentenze contrastanti e regole diverse da comune a comune»
Secondo Fidanzi, il problema principale resta la mancanza di una linea chiara e condivisa a livello nazionale ed europeo. «Siamo in balia della giustizia amministrativa, con sentenze che dicono tutto e il contrario di tutto, spesso sostituendosi anche al legislatore – dice Fidanzi – Il Tar del Lazio riconosce la validità della proroga al 2033, altri tribunali invece considerano già scadute le concessioni».
Il presidente di Confartigianato punta il dito anche contro la frammentazione delle decisioni locali. «Poi ci sono i comuni: ciascuno, in base alle proprie politiche, alle pressioni delle lobby, ai timori o alle sicurezze dei dirigenti – dice Fidanzi – decide come comportarsi senza coordinamento e senza uniformità di strategie, neanche con i comuni confinanti».
Fidanzi cita anche il caso della Regione Calabria, che ha approvato una legge che prevede bandi soltanto nel caso in cui la risorsa venga considerata scarsa.
«Ma chi stabilisce quando una risorsa è scarsa? E chi decide, e con quali criteri, se esiste o meno un interesse transfrontaliero? – dice il presidente provinciale – Senza una linea concordata a livello nazionale ed europeo possiamo immaginare quanti ricorsi e quante sentenze ci saranno».
Le conseguenze su tutto il turismo
Fidanzi lamenta anche la scarsa considerazione delle associazioni di categoria nei tavoli istituzionali locali. «Non soltanto siamo poco ascoltati a livello nazionale, ma anche a livello locale – dice – A esclusione del dialogo con la Regione toscana, le associazioni riconosciute spesso non vengono convocate ai tavoli, come se il problema riguardasse soltanto gli stabilimenti balneari».
Secondo il presidente provinciale di Confartigianato imprese demaniali, le conseguenze potrebbero ricadere su tutto il sistema economico legato al turismo.
«È assolutamente sbagliato ricondurre tutta questa situazione solo ai balneari. Chi lo crede è sprovveduto o in cattiva fede. Questo è un problema economico generale che coinvolge l’intero sistema e tutti i cittadini. Se il turismo collassa, le conseguenze saranno gravissime per tutti. E i Paesi concorrenti con l’Italia stanno alla finestra, pronti a cogliere l’occasione per farci le scarpe».




