È un avvocato l'uomo trovato morto in via Giacosa | MaremmaOggi Skip to content

È un avvocato l’uomo trovato morto in via Giacosa

Massimo Chiavaioli, 52 anni ancora da compiere, era riverso a terra in camera in un lago di sangue. Il ricordo del collega Andrea Ferrini: «Per me era come un fratello»
I rilievi dei carabinieri e, a destra, Massimo Chiavaioli

A dare l’allarme è stato un parente che, entrando nell’appartamento nel pomeriggio, si è trovato davanti una scena drammatica: il corpo dell’uomo era nella camera da letto, in una pozza di sangue. Un dettaglio che ha fatto scattare immediatamente l’intervento dei carabinieri del nucleo investigativo, della stazione e della compagnia di Grosseto, insieme alla scientifica.

Sul posto sono rimasti a lungo anche la procuratrice capo Maria Navarro e il sostituto procuratore Luca Raffaele Ponte, che ha disposto l’autopsia per chiarire con precisione le cause del decesso.

Secondo quanto emerso nelle prime ore di indagine, nell’abitazione non sarebbe entrato nessuno. Di fronte alla porta del monolocale è presente anche una telecamera di videosorveglianza che, stando ai primi accertamenti, non avrebbe ripreso movimenti sospetti, se non l’arrivo del familiare che ha scoperto il cadavere.

Massimo Chiavaioli, originario di Orbetello, si era trasferito da qualche tempo a Grosseto. La notizia della sua morte ha lasciato sgomenta la comunità lagunare, dove era molto conosciuto e stimato.

Il dolore della comunità lagunare

In queste ore amici e conoscenti si stanno stringendo attorno alla famiglia. Tra loro anche l’avvocato Andrea Ferrini, legato a Chiavaioli da un rapporto profondo.

«Per me era come un fratello – racconta – una persona buona, sensibile, anche molto introversa. La morte del padre lo aveva segnato profondamente e da allora non era più stato lo stesso».

Nessun segno di violenza

La scomparsa del padre, avvenuta alcuni anni fa, avrebbe rappresentato un momento di rottura nella vita del cinquantaduenne. 

Nelle ultime ore gli investigatori hanno raccolto testimonianze e ricostruito le sue abitudini. Sul corpo dell’uomo non sarebbero stati trovati segni evidenti di aggressione. Per questo motivo, al momento, i carabinieri del nucleo investigativo non starebbero seguendo la pista di un gesto violento compiuto da terzi, anche se tutti gli approfondimenti vengono eseguiti come atto dovuto.

Anche l’ipotesi di un gesto volontario viene esclusa da chi lo conosceva bene.

I problemi di salute e l’intervento previsto a fine mese

Negli ultimi anni Massimo Chiavaioli, che aveva studiato giurisprudenza all’Università La Sapienza e aveva svolto per un periodo la professione nella cittadina lagunare, conviveva con problemi di salute ed entro la fine del mese avrebbe dovuto affrontare un intervento.

L’autopsia, il cui incarico è stato affidato al professor Mario Gabbrielli dovrà infatti fare luce sulle cause della morte. Andrea Ferrini racconta di essere rimasto in contatto con Massimo fino agli ultimi giorni e di aver ricevuto la telefonata della famiglia subito dopo la tragedia.

Resta il dolore per una morte che ha colpito profondamente Orbetello e tutta la Maremma.

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