Morto in casa a Barbanella, la scientifica sul posto. Mistero sulle cause | MaremmaOggi Skip to content

Morto in casa a Barbanella, la scientifica sul posto. Mistero sulle cause

Un uomo morto in un appartamento in via Giacosa a Barbanella. Sul posto scientifica, medico legale e la procuratrice capo. Ancora non è chiaro cosa sia avvenuto
La scientifica davanti all'appartamento in via Giacosa
La scientifica davanti all’appartamento in via Giacosa

GROSSETO. Un uomo morto in un appartamento in via Giacosa, proprio di fronte all’antica villa Ricasoli, ancora non è chiaro cosa sia successo. Ma niente è escluso.

È rimasta per ore nel cortile del palazzo in via Giacosa dove nel pomeriggio di domenica 10 maggio un uomo è stato trovato morto, in circostanze ancora tutte da chiarire.

La procuratrice capo Maria Navarro è arrivata prima che i carabinieri finissero di mettere la fettuccia bianca e rossa a delimitare il parcheggio del palazzo in via Giacosa, proprio di fronte alla villa Ricasoli, cuore e simbolo di Barbanella. Con lei il sostituto procuratore Raffaele Luca Ponte.

Ed è rimasta fino alla fine dei rilievi dei carabinieri del nucleo investigativo e della scientifica che con le loro tutela bianche sono entrati e usciti dal piloty al pianterreno.

«È presto per fare ipotesi – ha detto uscendo – ma non sembrerebbe un omicidio».

Sul posto anche il medico legale

Sul posto, in questa domenica di pioggia che improvvisamente si è tinta di giallo è arrivato anche il professor Mario Gabbrielli, professore ordinario e direttore dell’Uoc Medicina Legale presso l’Azienda Ospedaliero-Universitaria Senese. Un’altra presenza, la sua, che ha fatto subito pensare che qualcosa, nella morte dell’uomo, grossetano di circa 50 anni, non fosse proprio chiara. 

Il pm Ponte ha disposto infatti l’autopsia: nel monolocale al pianterreno del palazzo in via Giacosa c’era tanto sangue. Ma addosso all’uomo, non sarebbero stati trovati segni di violenza

Segno che le cose da chiarire nell’appartamento al pianterreno sono più di una.

Gli accertamenti stanno andando avanti dalle 16 di questo pomeriggio, tra il dolore dei parenti della vittima, le persone che passano e si fermano a guardare, il silenzio degli investigatori.

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Poco prima delle 21, quando il furgone della San Lorenzo è partito alla volta dell’obitorio dell’ospedale, il parcheggio del palazzo è stato riaperto. Intorno al palazzo è sceso il silenzio e il buio della sera, a coprire un mistero che sarà svelato probabilmente soltanto con l’autopsia.

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