MANCIANO. L’amministrazione comunale rompe il silenzio dopo la sentenza emessa dal tribunale di Grosseto sul caso di Alessandro Capaldo, l’ex comandante della polizia municipale reintegrato dal giudice dopo il licenziamento avvenuto durante il periodo di prova.
Con una nota ufficiale, il Comune fa sapere di rispettare la decisione del tribunale, pur dichiarando di non condividere le motivazioni che hanno portato alla sentenza.
«L’amministrazione comunale, pur nel rispetto della sentenza emessa dal tribunale di Grosseto, non condividendo le motivazioni poste alla base della decisione – trattandosi comunque di una sentenza di primo grado – è convinta di aver agito legittimamente», si legge nella comunicazione diffusa dall’ente.
Valutato il ricorso alla Corte d’Appello
Il Comune annuncia inoltre che sono in corso valutazioni sulla possibilità di impugnare la decisione davanti alla Corte d’Appello di Firenze.
L’amministrazione ritiene infatti che l’operato seguito nella vicenda sia stato conforme alle norme e alle procedure previste.
Una presa di posizione che arriva dopo la sentenza del giudice del lavoro di Grosseto, che aveva disposto il reintegro dell’ex comandante della municipale, ritenendo illegittimo il licenziamento avvenuto durante il periodo di prova.
Il caso dell’ex comandante della municipale
La vicenda riguarda il licenziamento dell’ex comandante della polizia municipale durante il periodo di prova, decisione successivamente contestata davanti al tribunale.
Il giudice aveva disposto il reintegro di Capaldo, accogliendo il ricorso presentato dall’ex comandante e aprendo così un nuovo fronte tra l’amministrazione comunale e il dirigente.
Per approfondire la vicenda è possibile leggere l’articolo completo pubblicato da MaremmaOggi.



