Niki de Saint Phalle e il Giardino dei Tarocchi: l’artista che scelse la Maremma | MaremmaOggi Skip to content

Niki de Saint Phalle e il Giardino dei Tarocchi: l’artista che scelse la Maremma

Volti di Maremma. Dalla Francia a Capalbio, la storia dell’artista che ha creato uno dei luoghi più suggestivi della Maremma: il Giardino dei Tarocchi
Niki de Saint Phalle e il Giardino dei Tarocchi
Niki de Saint Phalle e il Giardino dei Tarocchi

di ROSSANO MARZOCCHI

CAPALBIO. Ci sono delle opere che vanno al di là dei loro autori, i quali possono perfino essere dimenticati. Ma le loro opere no. È il caso di un’artista che nasceva in Francia, per la precisione a Neuilly-sur Seine, il 29 ottobre 1930, e che ha lasciato il segno in Maremma: Niki de Saint Phalle.

A molti questo nome non dirà nulla, ma se invece diciamo “Giardino dei Tarocchi” allora esclamiamo: “Ah, è lei!”. Sì, è lei l’autrice delle suggestioni di questo parco vicino a Capalbio, per l’esattezza a Garavicchio, nei pressi di Pescia Fiorentina.

Dalla Francia agli Stati Uniti, tra arte e inquietudine

Dalla Francia, Niki si trasferisce presto con la famiglia a New York. Intorno ai diciott’anni scopre la sua vena artistica, che esprime con modesto successo nella letteratura e nel teatro, oltre che, data la sua bellezza, nel cinema.

Sposa lo scrittore Harry Mathews, da cui ha due figli; tuttavia il suo carattere instabile e ribelle la porta a cambiare vita, e anche marito, trasferendosi in Svizzera e iniziando una collaborazione con Jean Tinguelu, che sposerà e col quale condividerà un’intensa produzione artistica, pittorica e scultorea, questa sì di successo.

La scelta della Maremma e la nascita del Giardino

E come arriva in Maremma, ci si domanderà? Ebbene, dopo aver creato grandi opere esposte in mezza Europa, nel 1979 inizia la creazione di ventidue sculture in acciaio e cemento, ispirate alle figure degli arcani maggiori dei tarocchi, ricoperte di vetri, specchi e ceramiche colorate, e incredibilmente sceglie proprio la Maremma per la loro collocazione, in un parco di oltre due ettari, appunto, a Garavicchio.

Niki de Saint Phalle identifica il Giardino dei Tarocchi come il sogno magico e spirituale della sua vita, sogno che si concretizza definitivamente nel 1996, quando viene completato anche grazie al contributo di architetti come il ticinese Mario Botta e il grossetano Roberto Aureli, autori del padiglione d’ingresso.

Un’eredità artistica che vive ancora oggi

Costato oltre dieci miliardi di lire e interamente finanziato dall’autrice, scomparsa a San Diego nel 2002, il Giardino attrae oggi numerosi turisti i quali, anche se non ricordano il nome dell’artista, sanno apprezzare la potenza delle opere che ci ha lasciato.

È un tripudio di geometrie e colori, che crea fascino e stupore, frutto dell’ingegno, dell’estro e della tenacia di questa donna che, dopo aver girato il mondo alla ricerca di se stessa, ha lasciato a noi, in Maremma, la sua testimonianza più importante.


Rossano Marzocchi, nota biografica

Rossano Marzocchi è nato e vive a Grosseto. Giornalista pubblicista, già direttore di banca, è un attento studioso e cultore di storia locale, tematica che da molti anni tratta su quotidiani e periodici legati al territorio.

In particolare, dal 2011 al 2025, su La Nazione Grosseto ha ripercorso ogni domenica le vite di uomini e donne che hanno segnato la Maremma, raccontando negli anni le storie di oltre seicento personaggi.

È membro delle redazioni del settimanale Toscana Oggi/Rinnovamento e del mensile Maremma Magazine, del consiglio di amministrazione della Fondazione Luciano Bianciardi e dell’Arciconfraternita di Misericordia di Grosseto.

Ha ricoperto in passato incarichi pubblici e istituzionali, tra i quali membro della Commissione Toponomastica del Comune di Grosseto, della Commissione consultiva del Teatro Comunale degli Industri e commissario dell’Azienda Farmaceutica Comunale. Per il suo impegno per il territorio, nel 2005 è stato insignito anche dell’onorificenza di Commendatore della Repubblica.

È autore, inoltre, di numerosi saggi che affondano la penna nella Maremma e nella sua gente. Tra questi, Vite nel vento – Storie e persone che hanno segnato l’ultimo secolo in Maremma” (Polistampa, 2009), acquisito anche dalle biblioteche statunitensi delle Università di Princeton, Harvard e Yale, nonché dalla Library of Congress e dalla New York Public Library; Maremma voce dell’anima – Il linguaggio della nostra terra (Innocenti Editore, 2017); La storia dei Grifoni – Sessant’anni del premio della Proloco di Grosseto, scritto insieme a Umberto Carini (Innocenti Editore, 2018).

Nel 2025, La Nazione ha pubblicato il libro da lui curato “Storie di Maremma – Grosseto e la sua terra nei volti dei protagonisti”, che raccoglie una selezione di articoli dell’autore tra quelli pubblicati nel tempo per il giornale.

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