PIOMBINO. Non solo critiche e opposizioni. Sul rigassificatore di Piombino c’è anche chi dice sì.
L’associazione Appello per il lavoro e lo sviluppo a Piombino, guidata dal presidente Pablo Cinci, ha inviato una lettera alle istituzioni nazionali e locali per sostenere la permanenza dell’impianto e chiedere scelte chiare.
Il documento è indirizzato ai ministri dell’Ambiente, delle Imprese e dei Trasporti, al presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, al sindaco Francesco Ferrari e all’Autorità portuale.
«Momento della verità: servono scelte concrete»
Il tono è netto fin dall’inizio: «Piombino è davanti a un tornante della storia che non ammette esitazioni».
Secondo l’associazione, è il momento di superare la stagione dei “no” e puntare su scelte concrete, in un contesto internazionale sempre più instabile.
Sicurezza energetica: «Un pilastro per l’Italia»
Il punto centrale della lettera è il ruolo strategico del rigassificatore.
L’impianto viene definito «fondamentale per la sicurezza energetica nazionale», soprattutto alla luce delle tensioni internazionali, dalla guerra in Ucraina alle crisi in Medio Oriente.
I numeri citati sono significativi: oltre un milione di metri cubi di Gnl immessi in rete, circa l’8% del gas nazionale passa da Piombino.
Un’infrastruttura che, secondo Cinci, garantisce all’Italia maggiore autonomia dagli approvvigionamenti tradizionali.
«No allo spostamento: danno per il porto»
L’associazione si oppone con forza all’ipotesi di trasferimento dell’impianto in un altro sito.
«Allontanare la nave sarebbe una scelta priva di logica economica e industriale», si legge nella lettera.
Il motivo è anche economico: il comparto delle rinfuse liquide rappresenta il 40% dei traffici del porto di Piombino.
Spostare il rigassificatore significherebbe, quindi, colpire direttamente il sistema portuale e il tessuto produttivo locale.
Compensazioni e investimenti: «Servono fatti, non ambiguità»
Sul tema delle compensazioni, la posizione è chiara: no a soluzioni incerte e sì a misure concrete e coordinate a livello nazionale.
L’associazione chiede di superare le ambiguità istituzionali e avviare un percorso guidato dal Ministero dell’Ambiente per definire interventi ambientali e infrastrutturali reali.
Il rilancio passa da porto, industria ed energia
La lettera allarga poi lo sguardo al futuro della città.
Secondo Appello per il lavoro: il rilancio industriale dipende dalle opere portuali e dalle bonifiche, la competitività passa anche da costi energetici più bassi e servono investimenti pubblici per colmare il gap infrastrutturale.
La proposta: un accordo di programma
Per trasformare le richieste in azioni concrete, viene indicata una strada precisa: un accordo di programma tra Stato, Regione, Comune e Autorità portuale.
Uno strumento ritenuto fondamentale per coordinare gli interventi e garantire tempi certi.
«Basta incertezze, è il momento di decidere»
La conclusione è un appello alla responsabilità politica: «O si continua nell’incertezza o si sceglie di governare il rilancio del territorio».
Per l’associazione, il tempo è un fattore decisivo: Piombino non può più permettersi di aspettare.





