MONTE ARGENTARIO. Arturo Cerulli rompe gli indugi e guarda già al futuro politico del Comune. Durante uno degli appuntamenti in streaming, ormai abituali, il sindaco ha affrontato diversi temi caldi, tornando anche sulla vicenda del voto per la presidenza della Provincia e sulle tensioni con il sindaco di Orbetello, Andrea Casamenti.
Ma soprattutto, per la prima volta, ha lasciato intendere chiaramente la volontà di ricandidarsi nel 2028, una scelta maturata recentemente anche se, secondo indiscrezioni, non sarebbe pienamente sostenuta da Fratelli d’Italia.
La candidatura per il 2028
Fino a poco tempo fa aveva mantenuto una posizione prudente. Ora invece il quadro cambia.
Cerulli ha spiegato di aver preso una decisione, pur consapevole che si tratta di una scelta molto anticipata rispetto alla scadenza elettorale.
Il senso delle sue parole è chiaro: oggi l’intenzione è quella di ripresentarsi agli elettori, anche se non esclude che nei prossimi anni possano cambiare condizioni o motivazioni personali.
Una presa di posizione che apre ufficialmente il dibattito politico all’Argentario.
«Nessun tradimento, l’avevo detto»
Il sindaco è tornato anche sulla polemica legata alle elezioni del presidente della Provincia dello scorso 15 marzo, quando non votò Casamenti.
«Il voto è segreto, ma avevo già detto che non lo avrei votato», ha ribadito. Da qui la contestazione del termine “tradimento”: «Si può parlare semmai di non allineamento».
Una linea che Cerulli rivendica con forza, sottolineando come la sua scelta fosse coerente e mai nascosta.
«Nessuna regia politica dietro il voto»
Nel suo intervento, il sindaco ha voluto chiarire anche un altro punto: nessuna manovra organizzata.
«Non ho fatto volantini né detto a qualcuno cosa votare», ha spiegato, prendendo le distanze da qualsiasi ipotesi di regia politica dietro il risultato.
Il nodo territoriale
Alla base della sua posizione c’è anche una questione più ampia. «L’Argentario deve contare di più», ha detto, tornando sul tema dell’equilibrio tra territori.
Secondo Cerulli, infatti, il Comune non può essere subordinato a Orbetello, e merita maggiore rappresentanza nelle scelte politiche.
Non sono mancate neppure critiche interne al centrodestra, accusato di non aver coinvolto adeguatamente tutti i votanti.
«Non sono allineato e lo rivendico»
Il sindaco non si sottrae alla definizione. «So di non essere un soggetto allineato», ha dichiarato, rivendicando una posizione autonoma costruita in anni di esperienza politica.
Cerulli guarda anche alla dimensione personale: «A 72 anni la mia carriera è sostanzialmente compiuta».
Una frase che rafforza l’idea di una scelta politica libera da ambizioni di carriera, ma legata piuttosto alla volontà di continuare a guidare il Comune.
Sui rapporti con Orbetello, il clima resta distante. «Normali, ma tiepidi», li definisce il sindaco, lasciando intendere che le tensioni non sono del tutto superate.
La stoccata al centrodestra
Nel finale, Cerulli allarga il discorso all’azione amministrativa.
«Se devo ringraziare qualcuno, finora devo farlo con il centrosinistra e con il presidente della Regione Eugenio Giani», ha detto.
Un’affermazione che pesa, soprattutto perché accompagnata da una critica netta: «Dal centrodestra, invece, ancora nessuno si è fatto vedere».
Un messaggio diretto anche al governo e agli altri livelli istituzionali.
L’intervento in streaming, ospitato da Life Box di Alessandro Roncolini, riporta al centro una frattura politica tutt’altro che risolta.
Non solo una replica alle accuse, ma anche un segnale chiaro agli equilibri interni del centrodestra locale, chiamato ora a fare i conti con un malcontento sempre più evidente.



