Piombino celebra il 25 aprile: tra valori repubblicani e una sinistra divisa | MaremmaOggi Skip to content

Piombino celebra il 25 aprile: tra valori repubblicani e una sinistra divisa

Tra memoria istituzionale e dissenso politico: la città si divide sulle celebrazioni della Liberazione. Mentre il sindaco Ferrari ammonisce che «la libertà non è un’eredità scontata», le opposizioni disertano l’evento ufficiale e scelgono la piazza di «Resistenza d’Acciaio»
Una Piombino divisa tra il corteo istituzionale e la passeggiata antifascista

PIOMBINO. Si è celebrato oggi, sabato 25 aprile, l’anniversario della Liberazione, in una piazza della Costituzione che si è fatta testimone di memoria e speranza.

Una giornata intensa, dedicata a riaffermare i valori fondanti della nostra Repubblica: libertà, democrazia e una memoria attiva che sappia parlare alle nuove generazioni.

Al contempo però la sinistra si è spaccata non prendendo parte al corteo ufficiale e procedendo in una camminata antifascista motivata da ragioni importanti su cui non ha voluto soprassedere in quanto vanno a indebolire il senso stesso del 25 aprile. 

Dal Palazzo Comunale a Piazza della Costituzione

La cerimonia istituzionale ha preso il via alle 9.30 presso il Palazzo Comunale, dove il sindaco Francesco Ferrari ha ricevuto le autorità civili e militari, i rappresentanti delle forze dell’ordine e le delegazioni delle associazioni combattentistiche e partigiane.

Alle 10, il cuore della celebrazione si è spostato in piazza Cappelletti: da qui è partito il solenne corteo, accompagnato dalle note patriottiche della Banda cittadina “A. Galantara”, che ha attraversato le vie del centro fino a raggiungere piazza della Costituzione.

 

Il corteo si sposta da Piazza Cappelletti a Piazza della Costituzione

Il discorso del sindaco: «La libertà va difesa ogni giorno»

 

In piazza della Costituzione, il sindaco Ferrari ha pronunciato un intervento accorato: «Siamo qui per onorare uomini e donne comuni che si sono alzati come un unico muro di coraggio per regalarci la democrazia. La libertà non si eredita soltanto: si conquista, si ama e si difende ogni giorno con le nostre azioni».

Ferrari ha poi ribadito come il 25 aprile debba essere il patrimonio di un’intera nazione, richiamando l’unità del popolo di fronte alla tirannia.

Il discorso del sindaco Ferrari in piazza della Costituzione

La spaccatura: l’assenza di Piombino Domani e Sinistra Italiana – AVS

Nonostante l’appello all’unità, la celebrazione ufficiale ha visto l’assenza polemica di Piombino Domani e Sinistra Italiana – AVS. In una nota congiunta, le due forze politiche hanno spiegato le ragioni di quella che definiscono «una decisione sofferta, che nasce da una valutazione politica e morale precisa».

Secondo l’opposizione, la ricorrenza sarebbe stata «svuotata dei suoi contenuti antifascisti». Sotto accusa, in particolare, tre punti: la cacciata dell’ANPI dalla sua sede storica senza alternative proposte dal Comune, la mancata richiesta di dimissioni per il consigliere di FdI Elvis Cosimi dopo le sue discusse dichiarazioni (nonché la sua successiva promozione politica) e, infine, l’esclusione di rappresentanti dell’Anpi dagli interventi ufficiali in piazza.

«Escludere chi rappresenta la memoria storica significa indebolire il senso stesso del 25 aprile», hanno dichiarato i rappresentanti della sinistra.

“Resistenza d’Acciaio” e la passeggiata antifascista

Parallelamente alle celebrazioni istituzionali, una parte consistente della cittadinanza ha scelto di partecipare alle iniziative di «Resistenza d’Acciaio», un percorso di impegno civile promosso da un ampio comitato di associazioni antifasciste.

Alle 9, da via Landino Landi, è partita la «Passeggiata Antifascista» organizzata dai Giovani Comunisti Piombino – PRC. L’obiettivo degli organizzatori è stato quello di rimettere al centro l’antifascismo come «impegno quotidiano contro ogni forma di ingiustizia», rivendicando per Piombino, città operaia e medaglia d’oro al valor militare, celebrazioni che non dimentichino il rigore della storia.

Il programma di “Resistenza d’Acciaio” proseguirà fino al 2 maggio, con mostre e incontri volti a ribadire che la Resistenza non è solo memoria, ma «responsabilità presente».

Piombino chiude così questo 25 aprile con un’immagine duale: da un lato la solennità delle istituzioni, dall’altro una piazza che rivendica una memoria più radicale e partecipata, confermando quanto il dibattito sui valori della Liberazione sia ancora oggi vibrante e complesso.

La passeggiata è terminata all’angolo tra via 25 Aprile e via 1 Maggio, un incrocio che anche nella toponomastica sembra voler suggellare il legame indissolubile tra la conquista della libertà e la dignità del lavoro, pilastri su cui poggia la nostra Costituzione.

Ancora una volta, Piombino ha dimostrato che la memoria della Liberazione è una fiamma viva, che arde profondamente, in chi crede nei principi che animano una comunità che crede fortemente nell’identità repubblicana.

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