PIOMBINO. Un sabato pomeriggio di sole si è trasformato in una scoperta inquietante per un diportista locale nei pressi del Circolo nautico Pontedoro. Intorno alle ore 13 di sabato 18 aprile, al rientro dalla consueta uscita in mare, l’uomo si è imbattuto in centinaia di pesci senza vita che galleggiavano nei pressi del canale di ingresso alla laguna.
La scoperta e la segnalazione
Il testimone ha immediatamente allertato le autorità competenti, descrivendo uno scenario preoccupante in un tratto d’acqua difficilmente raggiungibile.
«È un punto in cui si arriva solo in barca – ha raccontato l’uomo – C’erano almeno un centinaio di pesci morti a galla. Ho pensato subito a qualche inquinante sversato in acqua, oppure a qualche peschereccio a cui si fossero rotte le reti, ma l’entità del fenomeno mi è parsa anomala. Per questo ho subito contattato la guardia costiera».
La risposta della Guardia Costiera è stata immediata: i militari hanno rassicurato il cittadino, confermando l’attivazione dei protocolli previsti e il coinvolgimento dell’Asl per i rilievi tecnici e sanitari necessari.
Le prime ipotesi: il caldo sotto accusa

Secondo le prime verifiche effettuate dagli uomini della Guardia Costiera, la causa del decesso di massa non sarebbe da attribuire a sversamenti illeciti o inquinamento chimico, bensì a fattori climatici. Il clima insolitamente caldo registrato negli ultimi giorni avrebbe causato un picco termico nelle acque basse della laguna.
L’ipotesi più probabile sarebbe dunque quella dell’anossia. L’innalzamento della temperatura dell’acqua, infatti, riduce drasticamente i livelli di ossigeno, portando i pesci alla morte per asfissia.
Accertamenti ancora in corso
Nonostante l’ipotesi naturale sia al momento la più accreditata, la prudenza resta massima. Le autorità hanno confermato che gli accertamenti sono tuttora in corso per chiarire senza ombra di dubbio la dinamica dell’evento.
La situazione al Canale di Pontedoro resta monitorata, in attesa dei risultati definitivi che arriveranno nei prossimi giorni.