Grosseto, niente pedana sul bus: bimbo in carrozzina costretto ad andare in gita in auto | MaremmaOggi Skip to content

Grosseto, niente pedana sul bus: bimbo in carrozzina costretto ad andare in gita in auto

La denuncia della madre: «Pullman sbagliato, nessuna alternativa». Il padre lo accompagna in auto alla gita a Roselle
Un giovane su una sedia a rotelle
Un giovane su una sedia a rotelle

GROSSETO. Ha 8 anni e una malattia che lo ha costretto sulla sedia a rotelle per muoversi. Ma i suoi genitori e la scuola di via Monte Bianco fanno di tutto per permettere al bambino di vivere a pieno la scuola, gite comprese.

«Questa mattina avevano una gita e lui è andato a scuola. Una volta arrivato il pullman, non c’era quello con la pedana, necessario per farlo salire con la sedia a rotelle elettrica – dice la madre – La scuola, prima di prenotare la gita, ha chiesto a un’azienda di trasporti la disponibilità di un pullman con pedana e, in base alle date proposte, ha scelto il giorno. Ma la mattina del 22 quel pullman non c’era».

Il bambino ha 8 anni e, fortunatamente, c’era il padre per poterlo accompagnare alla gita a Roselle.

La gita scolastica

La scuola, appena ha deciso di organizzare la gita, ha contattato subito l’azienda che affitta autobus e ha deciso la data in base alle loro disponibilità.

«In gita mio figlio aveva la sedia a rotelle elettrica, che lo aiuta a spostarsi in autonomia. Quella è molto pesante, quindi una pedana era necessaria: la scuola per questo ha chiesto il pullman adatto alle esigenze di mio figlio – dice la madre – Ma quando è arrivato il mezzo era quello senza pedana, quindi mio marito è andato a prendere nostro figlio e lo ha accompagnato lui in gita».

«Ha visto gli altri bambini salire sul pullman, mentre lui è dovuto salire in auto con il padre da solo. La scuola aveva chiesto in tempo il pullman, perché sia le maestre che la dirigente sono molto attente a questo – dice la madre – Ho chiamato l’azienda e mi hanno detto che non era colpa loro e che il pullman con la pedana era disponibile per il ritorno».

L’inclusione in città 

Negli ultimi anni sempre di più si parla di inclusione, ma non sempre è garantita.

«Io e mio marito facciamo di tutto affinché lui non si senta diverso ed escluso. Vorremmo che anche dall’esterno del nucleo familiare arrivasse un minimo di aiuto – dice la madre – Quando è arrivato il pullman era quello senza pedana e nessuno ha mandato un autobus in sostituzione per accompagnarlo. Fortunatamente c’era mio marito che ha potuto portarlo, altrimenti non sarebbe potuto andare in gita, solo per la sua malattia».

Le gite sono costruite in base alle esigenze dei bambini, come giusto che sia.

«Da mamma non voglio che questo passi inosservato – dice la donna – Spesso si parla di inclusione e l’inclusione si basa su tante piccole cose. Spero che questo non accada più né a mio figlio né a chi vive la sua stessa condizione».

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