Piombino, Magona ancora ferma: «Basta rinvii, 500 lavoratori aspettano risposte» | MaremmaOggi Skip to content

Piombino, Magona ancora ferma: «Basta rinvii, 500 lavoratori aspettano risposte»

Trasteel conferma l’offerta da 45 milioni e il piano di acquisizione, ma restano i nodi legali: nuova proroga di 60 giorni
La Magona di Piombino
La Magona di Piombino

PIOMBINO. Ancora un rinvio, ancora settimane di attesa. E la pazienza dei lavoratori è finita. Ãˆ questo il messaggio che arriva da Fim, Fiom e Uilm al termine dell’incontro al ministero sulla vertenza Liberty Magona.

«Tutti questi continui rinvii devono concludersi una volta per tutte: i lavoratori meritano rispetto».

Una presa di posizione netta, che arriva mentre il futuro dello stabilimento resta appeso a passaggi legali e trattative ancora in corso.

Trasteel pronta all’ingresso: affitto e acquisizione

Durante il tavolo, aggiornato con la presenza dei rappresentanti aziendali e dei legali, è stato confermato un passaggio importante.

Trasteel ha formalmente presentato la richiesta di affitto del ramo d’azienda, la disponibilità a procedere con un aumento di capitale e l’obiettivo finale di diventare azionista di maggioranza e acquisire la Magona.

Un percorso già delineato, che però resta legato ai tempi della procedura in corso.

Nodo legale e nuovi tempi: altri 60 giorni

A rallentare tutto è ancora la situazione legata alla crisi della banca Greensteel e alle procedure giudiziarie.

L’avvocato coinvolto nella trattativa ha spiegato che si stanno sollecitando risposte dagli avvocati italiani, il tribunale di Firenze ha concesso una proroga di 60 giorni ed è stato nominato un attestatore per la procedura.

Secondo quanto emerso, questi due mesi dovrebbero essere decisivi per arrivare all’affitto del ramo d’azienda, al passaggio delle quote e alla cessione definitiva.

Ma i sindacati non nascondono lo scetticismo.

«Non si può speculare sulla vita dei lavoratori»

Fim, Fiom e Uilm parlano senza mezzi termini.

«Questa ulteriore proroga non può che essere quella definitiva», sottolineano, chiedendo che il percorso venga accelerato.

Il punto centrale è uno: non è accettabile che una vertenza così importante resti bloccata mentre centinaia di lavoratori attendono risposte.

«Non si può speculare sulla vita di 500 lavoratori», ribadiscono, chiamando in causa direttamente tutti i soggetti coinvolti.

Il Governo interviene: «Pressione diplomatica»

Su richiesta dei sindacati, il Governo si è impegnato a intervenire.

Il ministero delle imprese e del made in italy ha annunciato un’azione nelle prossime ore, anche con un coinvolgimento diretto del ministro, per esercitare una pressione politica e diplomatica sulla trattativa.

Un segnale ritenuto positivo dalle organizzazioni sindacali: «Bene che stavolta ci sia una presa di posizione diretta del ministro».

L’offerta di Trasteel: 45 milioni «non modificabili»

Sul tavolo resta anche il tema economico.

Trasteel ha confermato che la proposta da 45 milioni di euro Ã¨ da considerarsi definitiva e non modificabile, respingendo qualsiasi ipotesi di revisione.

Una posizione rigida, che punta a chiudere rapidamente la trattativa, ma che deve ancora trovare una risposta formale.

Stipendi e produzione: i primi segnali

Nel frattempo arrivano alcune indicazioni sul fronte operativo.

Il direttore della Magona ha comunicato che sono stati pagati i saldi degli stipendi di marzo, lo stipendio di aprile sarà garantito regolarmente e da giugno potrebbe partire una nuova fase produttiva.

L’ipotesi è quella di lavorare direttamente per Trasteel, partendo da circa 4.400 tonnellate di materiale già presente in azienda, garantendo così la copertura degli stipendi.

I sindacati: «Serve tornare a parlare di lavoro»

Nonostante questi segnali, i sindacati chiedono certezze.

Il punto non è solo superare la crisi, ma garantire continuità produttiva, assicurare il futuro occupazionale e riportare il focus sul lavoro.

«Serve tornare a Piombino a parlare di lavoro», sottolineano.

Ferrari: «Passi avanti importanti»

Queste le parole del sindaco di Piombino, Francesco Ferrari.
 
«Sul fronte degli stipendi, sono finalmente arrivate le risorse necessarie per completare il pagamento di marzo, che avrebbe dovuto essere saldato interamente già dieci giorni fa. Inoltre, l’azienda ha comunicato di avere disponibilità economica anche per il pagamento dello stipendio di aprile: una notizia che, se confermata, rappresenta senza dubbio un segnale positivo per i lavoratori e le loro famiglie».
 
«Parallelamente, si registrano sviluppi anche sul piano industriale: Trasteel ha infatti formalizzato la domanda di affitto d’azienda insieme a una proposta di aumento di capitale. Comprendiamo bene le difficoltà di questo periodo e il disorientamento che molti lavoratori possono vivere, ma questi rappresentano comunque piccoli passi avanti, concreti e di valore, verso una prospettiva più stabile».
 
«Si tratta di passaggi delicati ma fondamentali, che devono portarci nella direzione della continuità produttiva e della tutela dell’occupazione. Continueremo a seguire ogni evoluzione con responsabilità e determinazione».

Nuovo tavolo tra due settimane

Il confronto non si chiude qui.

Il ministero ha proposto di aggiornare il tavolo entro un paio di settimane, per verificare gli sviluppi della trattativa.

La vertenza Magona resta quindi in una fase delicata.

Da una parte: una trattativa che sembra avvicinarsi alla svolta.

Dall’altra tempi lunghi, incertezze legali e tensione crescente tra i lavoratori.

E una richiesta sempre più forte: chiudere una volta per tutte una crisi che dura da troppo tempo.

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