GROSSETO. Le urla hanno squarciato il silenzio della sera. Un grido disperato, ripetuto, che ha fatto affacciare decine di persone alle finestre. Poi le luci che si accendono, i passi sulle scale, la corsa in strada.
È così che, poco dopo le 21, nel quartiere Barbanella a Grosseto, una tentata aggressione sessuale è stata fermata sul nascere. Una donna, scesa di casa con il carrellino per buttare la spazzatura, si è trovata improvvisamente nelle mani di un uomo.
E per pochi interminabili istanti ha temuto il peggio.
Aggressione ai cassonetti
La donna aveva raggiunto i cassonetti in via Prile, come tante altre sere. Un gesto quotidiano, normale.
Ma dal buio è spuntato all’improvviso un giovane di origini straniere che l’ha afferrata con violenza, bloccandola.
Le ha messo una mano sul volto per impedirle di gridare, mentre con l’altra ha iniziato a sbottonarsi i pantaloni. Un gesto inequivocabile: voleva abusare di lei.
La reazione della donna e l’intervento decisivo
Nonostante la paura, la donna è riuscita a reagire. Ha urlato, ha gridato con tutte le sue forze, rompendo il silenzio della strada.
Dal palazzo di fronte ai cassonetti, diversi residenti – molti con le finestre aperte – hanno sentito tutto. In pochi secondi sono scesi in strada, senza esitazione.
L’aggressore, colto di sorpresa, è stato costretto a mollare la presa. Ma non è riuscito a fuggire.
Accerchiato dai condomini
I residenti lo hanno circondato, impedendogli qualsiasi via di fuga. Contemporaneamente hanno dato l’allarme al 112.
Il giovane ha tentato di divincolarsi, ma si è trovato davanti un muro di persone decise a non lasciarlo scappare.
L’arrivo dei carabinieri e della polizia
Nel giro di pochi minuti una pattuglia dei carabinieri è arrivata sul posto e ha preso in consegna l’uomo.
Sul luogo dell’aggressione è intervenuta anche una volante della polizia.
La donna, sotto choc, ha riportato una lieve ferita al naso, fortunatamente superficiale. È riuscita comunque a seguire i militari in caserma per sporgere denuncia.
Quartiere sotto choc
Dopo l’intervento delle forze dell’ordine, molti residenti sono rimasti in strada. Increduli, scossi, ancora con l’adrenalina addosso.
«Abbiamo sentito urlare e siamo corsi giù», raccontano. «Non potevamo restare a guardare».
Solo la prontezza dei vicini e quelle finestre aperte hanno evitato conseguenze ben più gravi.
Una serata qualunque trasformata in incubo. E una comunità che, per una volta, è riuscita a reagire prima che fosse troppo tardi.



