PIOMBINO. Un momento fondamentale di partecipazione e democrazia interna per una delle realtà più attive nel tessuto sociale e solidale del territorio. L’associazione “La Casa di Margot“, punto di riferimento per la tutela degli animali e nota per l’impegno nel progetto “Sud chiama Centro”, ha ufficialmente convocato l’assemblea ordinaria dei soci.
L’appuntamento è fissato per giovedì 30 aprile 2026, presso la sede legale dell’associazione situata in via Silvio Mina 70, a Piombino.
L’ordine del giorno: tra trasparenza e programmazione
L’assemblea rappresenta l’occasione per fare il punto sull’attività svolta e pianificare i prossimi passi a tutela dei “quattrozampe” più sfortunati. I soci saranno chiamati a discutere e deliberare sui seguenti punti:
Approvazione del rendiconto 2025: un atto di trasparenza per illustrare come sono state impiegate le risorse nell’anno trascorso.
Approvazione del bilancio di previsione 2026: la base economica per i progetti futuri e il mantenimento delle attività di soccorso e cura.
Varie ed eventuali: spazio al confronto libero su nuove proposte e iniziative.
Orari e modalità di partecipazione
Per garantire la validità della seduta, sono previste due convocazioni:
Prima convocazione: ore 16:00.
Seconda convocazione: ore 17:00.
La presidente dell’associazione, Maria Cristina Biagini, ha rivolto un accorato invito alla massima partecipazione: «Si prega di non mancare» sottolineando l’importanza della presenza dei soci per dare forza alle decisioni comuni.
Tesseramento 2026: come partecipare al voto
Si ricorda a tutti gli interessati che, per esercitare il diritto di voto e partecipare attivamente alle decisioni, è necessario essere in regola con il tesseramento per l’anno 2026.
Per chi non avesse ancora provveduto, sarà possibile rinnovare la tessera direttamente il giorno dell’assemblea, presso la sede di via Silvio Mina, prima dell’inizio delle operazioni di voto.
In un momento in cui il volontariato rappresenta l’anima resiliente della città, l’invito a partecipare non è solo un atto burocratico, ma un modo per sostenere concretamente chi, ogni giorno, si occupa di dare voce e dignità a chi non può difendersi da solo.