GROSSETO. L’italiano come chiave per costruire un futuro. È questo il senso dell’iniziativa che si è svolta lunedì 13 aprile al Polo universitario grossetano, dove una quindicina di studenti migranti ha ricevuto l’attestato di frequenza dopo aver partecipato ai corsi gratuiti organizzati dal comitato locale della Società Dante Alighieri.
Un momento simbolico ma concreto, che ha celebrato il percorso di circa trenta partecipanti, anche se molti di loro non erano presenti alla cerimonia perché impegnati al lavoro. Un segnale forte: l’integrazione passa anche dall’accesso al lavoro e dalla formazione.
Il progetto della Società Dante Alighieri
L’iniziativa rappresenta il secondo ciclo di corsi gratuiti dedicati all’apprendimento della lingua italiana per migranti, costruiti su un progetto didattico pensato sulle esigenze reali degli studenti.
Un percorso reso possibile grazie al lavoro di docenti accreditati e alla collaborazione con educatori dei centri di accoglienza, oltre al supporto delle istituzioni locali: Prefettura, Comune, Provincia e Caritas diocesana, insieme a esperti del mondo del lavoro.
Il risultato è stato un progetto che non si limita all’insegnamento della lingua, ma punta a creare strumenti concreti per l’inclusione sociale e lavorativa.
Un metodo innovativo per insegnare l’italiano
Uno degli aspetti più innovativi riguarda il metodo didattico utilizzato. I corsi sono stati infatti organizzati seguendo un modello sviluppato a livello nazionale dalla Società Dante Alighieri, che non prevede l’uso di una lingua straniera di supporto.
Un approccio diretto, pensato per facilitare l’apprendimento naturale dell’italiano, che a Grosseto è stato sperimentato con successo grazie al lavoro degli insegnanti Francesco Bartalucci, Lorenzo Zambernardi e Ilaria Petrucci.

Nel corso dell’anno sono stati attivati tre percorsi formativi, due di primo livello e uno di livello più avanzato.
La cerimonia al Polo universitario
Alla consegna degli attestati, ospitata dalla Fondazione Polo universitario grossetano, erano presenti diverse figure istituzionali e del mondo del volontariato.
Tra loro la presidente della Fondazione Gabriella Papponi Morelli, don Enzo Capitani, il presidente della Provincia Francesco Limatola, Olga Ciaramella membro del Cda di Fondazione Grosseto cultura, la presidente della Società Dante Alighieri Letizia Stammati con il vicepresidente Paolo Bastianini, oltre al deputato Pd Marco Simiani.
Davanti a loro, quindici studenti hanno ricevuto l’attestato, simbolo di un percorso fatto di impegno e costanza. Un progetto che il 28 aprile sbarcherà alla Camera dei deputati, dove la società Dante Alighieri presenterà questo innovativo metodo di insegnamento.
Dai corsi all’autonomia
Il progetto ha un obiettivo preciso: permettere agli stranieri accolti nei centri Cas di imparare l’italiano prima di accedere ai corsi per adulti dei Cpia. Un passaggio fondamentale che consente di accelerare i tempi verso l’autonomia, il lavoro e il riconoscimento dello status di rifugiato o richiedente asilo.
Per questo, il percorso non è solo formativo, ma rappresenta un primo passo concreto verso l’integrazione.
«L’integrazione comincia dai banchi di scuola»
È questo il messaggio che emerge con forza dalla giornata del 13 aprile.
Dietro ogni attestato c’è una storia, un percorso spesso difficile, ma anche la volontà di costruire una nuova vita. E dietro il lavoro dei volontari e degli insegnanti c’è uno spirito di servizio che punta a creare una comunità più inclusiva.
Perché, come dimostra questa esperienza, l’integrazione non è uno slogan, ma un percorso che comincia dai banchi di scuola.



