CAMPIGLIA MARITTIMA. Trasformare le “parole che feriscono” in “parole che curano”. È questo il cuore pulsante di Campiglia Visibile: parole, dialoghi, segni nello spazio pubblico, il nuovo ciclo di iniziative presentato lunedì 13 aprile 2026 dal Comune di Campiglia Marittima. Il progetto, finanziato dalla Regione Toscana, si inserisce nell’ambito della rete nazionale Ready, di cui l’amministrazione comunale fa parte dal 2020 per contrastare attivamente le discriminazioni legate all’orientamento sessuale e all’identità di genere.
L’incontro
L’incontro è previsto per giovedì 16 aprile alle ore 18 al circolo culturale Neibar (via Indipendenza, Venturina Terme) e sarà un’approfondimento sul linguaggio d’odio e sull’omofobia dal titolo Parole che feriscono, parole che curano accompagnato da letture a tema, curate dall’associazione Assaggialibri.
Un percorso tra arte e impegno sociale
Il programma non si esaurisce con il dibattito sul linguaggio. Il percorso prevede infatti diverse tappe strategiche:
- Conversazioni pubbliche: in vista del 17 maggio (Giornata Internazionale contro l’omolesbobitransfobia), si terranno incontri per fornire strumenti concreti contro le discriminazioni a scuole, famiglie e cittadini.
- Residenza artistica: il territorio ospiterà l’artista brasiliano Vantees (Estevan Reder), fotografo e street artist di fama internazionale noto per le sue opere di critica sociale.
- Manifestazione finale: il progetto si concluderà con un evento pubblico organizzato in sinergia con le associazioni locali.
Le voci dei protagonisti: un impegno concreto
Per noi il progetto Ready non è solo un atto amministrativo, ma un impegno concreto per abbattere gli stereotipi ha dichiarato l’assessora alle politiche sociali Silvia Benedettini.
«Vogliamo che la nostra comunità sia un luogo dove la diversità è una ricchezza e dove i giovani si sentano liberi di cercare la propria strada senza pregiudizi».
Soddisfazione espressa anche da Carla Maestrini, presidente di Arcigay Piombino Rainbow, associazione partner dell’iniziativa.
«Lavorare con le istituzioni ci permette di costruire una comunità più consapevole e rispettosa – ha sottolineato Maestrini – Solo unendo le forze possiamo mettere i diritti di tutte e di tutti al centro dell’agenda sociale».