Metropolitan: la città si mobilita contro il "buio" culturale | MaremmaOggi Skip to content

Metropolitan: la città si mobilita contro il “buio” culturale

L’associazione “Viva il Metro!” chiama a raccolta cittadini e mondo della scuola: «La chiusura del cinema è un segno della deriva della città, serve una partecipazione attiva»
Teatro Metropolitan di Piombino
Il cinema teatro Metropolitan di Piombino

PIOMBINO.  Il cinema teatro Metropolitan non deve restare un ricordo. A lanciare l’allarme, trasformandolo in una chiamata all’azione, è l’associazione “Viva il Metro!”, che per sabato 18 aprile ha organizzato una manifestazione volta a scuotere la coscienza civica della città.

Al centro della protesta, una richiesta chiara: la riapertura della storica sala nel più breve tempo possibile o, in alternativa, l’immediata individuazione di spazi culturali sostitutivi.

Il valore della sala: molto più di uno schermo

Per i promotori, la chiusura del Metropolitan rappresenta una ferita profonda, definita come una perdita inaccettabile per l’intera comunità, con un impatto devastante soprattutto sulle nuove generazioni.

L’associazione sottolinea come il cinema-teatro non sia solo un luogo di intrattenimento, ma un vero e proprio presidio di crescita e condivisione, una luce, sia metaforica che letterale, nel tessuto urbano.

«La chiusura del Metropolitan – spiegano i rappresentanti di “Viva il Metro!” – è parte significativa della generale deriva culturale, economica e sociale che la nostra città sta vivendo da anni».

L’invito a partecipare è rivolto con particolare vigore al mondo della scuola, considerato il primo interlocutore per contrastare l’impoverimento educativo e sociale derivante dalla mancanza di luoghi aggregativi.

Una catena umana verso il Comune

La forma scelta per la protesta è fortemente simbolica: una catena umana che collegherà fisicamente il Cinema Teatro Metropolitan al Palazzo Comunale. Un gesto per unire idealmente la richiesta di cultura della cittadinanza alle sedi delle decisioni politiche.

L’associazione confida in una partecipazione di massa, convinta che solo una mobilitazione ampia possa rompere l’inerzia e restituire dignità alla scena culturale cittadina.

«Ciascuno di noi può fare con senso civico la propria parte», concludono gli organizzatori, dando appuntamento a tutti i cittadini che rifiutano di rassegnarsi all’invisibilità culturale.

La locandina della manifestazione

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