MONTEROTONDO MARITTIMO. Non è un furto che crea danni economici rilevanti, ma lascia un segno profondo. Perché rubare fiori da una tomba non è solo un furto: è un gesto che colpisce la memoria, il rispetto e il dolore delle famiglie.
Succede a Monterotondo Marittimo, dove da anni si ripetono episodi che hanno suscitato rabbia e amarezza tra i cittadini.
Furti continui dal 2021
La vicenda va avanti ormai da tempo. I primi episodi risalgono al 2021, quando i familiari di un defunto si sono accorti per la prima volta della sparizione dei fiori lasciati sulla lapide.
Poi altri casi nel 2023, ravvicinati tra loro. E nelle ultime settimane la situazione sembra peggiorata: due episodi nel giro di pochi giorni, tra domenica 29 marzo e Pasqua.
Un fenomeno che, secondo quanto segnalato, potrebbe non riguardare una sola tomba.
Spariscono fiori freschi e secchi
Chi si rende responsabile di questi gesti non fa distinzioni: vengono portati via sia i fiori appena deposti, sia quelli secchi lasciati appositamente per mantenere decorosa la tomba anche quando i mazzi freschi devono essere sostituiti.
Un comportamento che lascia sgomenti i familiari, costretti a fare i conti con un gesto ripetuto e difficile da accettare.
Nessuna telecamera, nessun responsabile
Nel cimitero, al momento, non sono presenti sistemi di videosorveglianza, e questo rende praticamente impossibile individuare chi compie i furti.
Resta così solo l’indignazione, insieme alla sensazione di impotenza.
«Serve rispetto, anche per chi non può difendersi»
Chi ha segnalato la vicenda non usa mezzi termini: «Non c’è più rispetto nemmeno per i defunti». E lancia un appello perché si trovi una soluzione, a partire da maggiori controlli o strumenti di prevenzione.
Perché, oltre all’aspetto morale, resta anche quello legale: rubare fiori da una tomba è comunque un reato, perseguibile dalla legge.




