Referendum, esposto del Coordinamento per il No contro il sindaco | MaremmaOggi Skip to content

Referendum, esposto del Coordinamento per il No contro il sindaco

Dopo la bufera social seguita al voto, il Coordinamento provinciale si rivolge alla prefetta: «Accuse infondate e lesive»
Prefettura di Grosseto
La prefettura di Grosseto

GROSSETO. La bufera social sul sindaco non si ferma e si trasforma in un caso politico e istituzionale. Dopo le polemiche seguite al referendum del 22 e 23 marzo, il Coordinamento provinciale per il No annuncia un esposto alla prefetta di Grosseto contro il primo cittadino.

La vicenda nasce all’indomani del voto, quando il sindaco aveva pubblicato un video sui social commentando le critiche ricevute per una presunta violazione del silenzio elettorale.

Parole che avevano già acceso il dibattito pubblico e che ora portano a un’azione formale.

Le parole del sindaco e la polemica

Nel video diffuso sui social, il primo cittadino di Grosseto aveva detto: «Stamattina sono andato a votare […] forse sì, però secondo me anche quelli che si presentano ai seggi, con il simbolo, con la spilletta del No, pagano le persone. Soprattutto extracomunitari […] che avvicinano le persone all’ultimo momento e cercano di convincerle a votare No».

Parole che hanno suscitato forti reazioni, perché lascerebbero intendere comportamenti irregolari in diversi seggi del territorio comunale.

L’esposto alla prefetta

Il Coordinamento territoriale di Grosseto per il No ha annunciato che lunedì 30 marzo depositerà un esposto alla prefetta Paola Berardino, contestando le dichiarazioni del sindaco.

Secondo il Coordinamento, si tratta di accuse «gravissime» e «del tutto infondate», che mettono in discussione la correttezza delle operazioni elettorali e l’operato dei rappresentanti di lista.

Nel comunicato si sottolinea come tali affermazioni «ledono l’onorabilità di tutte le persone coinvolte» e gettano «un’ombra inaccettabile» sul regolare svolgimento della campagna referendaria.

«Accuse senza fondamento e lesive»

Il Coordinamento evidenzia anche un ulteriore aspetto: le dichiarazioni sarebbero arrivate durante i giorni della consultazione referendaria, configurando a loro volta una possibile violazione del silenzio elettorale.

«Per questo – si legge – abbiamo ritenuto doveroso investire della vicenda le autorità competenti», affinché vengano effettuate tutte le verifiche necessarie.

Il gruppo si riserva inoltre «ogni ulteriore iniziativa» per tutelare la propria reputazione e quella dei cittadini che hanno svolto il ruolo di rappresentanti di lista «con senso civico e nel pieno rispetto delle regole».

I firmatari dell’esposto

L’esposto è sottoscritto da numerose realtà del territorio grossetano, tra cui Anpi, Arci, associazione Grosseto città aperta, Auser territoriale, Cgil, coordinamento per la democrazia costituzionale, Partito democratico, Rifondazione comunista e Sinistra italiana, che hanno deciso di agire congiuntamente.

Il clima dopo il referendum

La vicenda conferma il clima teso che ha accompagnato il referendum anche a livello locale. Il Coordinamento per il No ribadisce «la piena estraneità a qualsiasi comportamento illecito» e richiama al rispetto delle istituzioni.

«La partecipazione democratica e il rispetto delle regole sono un patrimonio comune», conclude il comunicato, sottolineando come le istituzioni debbano preservarlo «con parole misurate e fondate su fatti accertati».

Autore

Riproduzione riservata ©

pubblicità

Condividi su

Articoli correlati