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Referendum, Piombino boccia la riforma: il No più alto nella roccaforte del centrodestra

Il No prevale in tutti i comuni, ma a Piombino tocca il 63,63%: un segnale politico in una fase cruciale per industria e territorio
Il voto al referendum del sindaco di Piombino, Francesco Ferrari
Il voto al referendum del sindaco di Piombino, Francesco Ferrari

PIOMBINO. Il referendum sulla giustizia in Val di Cornia consegna un risultato netto:

  • No: 16.910 voti (60,93%)
  • Sì: 10.844 voti (39,07%)

Un dato molto più marcato rispetto alla media della Maremma, che conferma una posizione critica diffusa verso la riforma.

Il dato politico: Piombino è il comune più netto

Il segnale più forte arriva da Piombino, dove il No raggiunge il 63,63%, il dato più alto tra tutti i comuni della Val di Cornia.

Un elemento che pesa politicamente: Piombino è l’unico comune guidato dal centrodestra.

Nonostante il sindaco Francesco Ferrari abbia mantenuto un profilo basso sul referendum, il risultato viene letto da molti come un primo segnale di flessione del consenso.

Ritorna l’identità storica della città

Piombino resta una città con una forte identità operaia e storicamente di sinistra, che negli ultimi anni aveva cambiato orientamento politico alle amministrative, dopo decenni di centrosinistra.

Quel cambiamento era stato legato più a sfiducia e stanchezza che a una trasformazione strutturale.

Il voto referendario sembra oggi riportare in superficie quella radice storica, soprattutto su temi percepiti come sensibili.

Non solo Piombino: No diffuso in tutta la Val di Cornia

Il No prevale in tutti i comuni del territorio, con percentuali elevate:

  • Suvereto → 62,72% No
  • Sassetta → 61,7% No
  • Campiglia Marittima → 56,34% No
  • San Vincenzo → 55,6% No

Un risultato uniforme che indica un orientamento territoriale chiaro e condiviso.

Affluenza alta: partecipazione sopra il 60%

Altro dato significativo è l’affluenza elevata, superiore al 60% in quasi tutti i comuni:

  • Campiglia Marittima → 66,19%
  • San Vincenzo → 66,1%
  • Suvereto → 66,5%
  • Piombino → 64,23%

Segno di un voto partecipato e sentito.

Le partite aperte: industria e rigassificatore

Il risultato arriva in un momento cruciale per Piombino e la Val di Cornia.

Sul tavolo ci sono questioni decisive: il rigassificatore, ormai destinato a restare e il futuro dell’industria dell’acciaio, tema centrale per l’occupazione, con ancora qualche incertezza.

In questo contesto, il voto può essere interpretato come un messaggio politico: una richiesta di maggiore attenzione sui temi economici e sociali.

I risultati comune per comune

Comune % Sì No % No Affluenza
Piombino 5.840 36,37 10.216 63,63 64,23
Campiglia Marittima 2.872 43,66 3.706 56,34 66,19
San Vincenzo 1.496 44,4 1.873 55,6 66,1
Suvereto 557 37,28 993 62,72 66,5
Sassetta 79 39,3 122 61,7 58,72

Il totale della Val di Cornia

  • Sì: 10.844 (39,07%)
  • No: 16.910 (60,93%)

Un segnale da leggere con attenzione

Il referendum non era un voto politico, ma il risultato della Val di Cornia lascia indicazioni chiare: il consenso nei territori non è consolidato, le identità storiche possono riemergere e le scelte industriali peseranno sempre di più.

Per Piombino, in particolare, il voto rappresenta un campanello d’allarme che difficilmente potrà essere ignorato nei prossimi mesi.

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