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Grosseto, chiesto il processo per Tosi: accusa di omicidio preterintenzionale per la morte del padre

L’uomo, ritenuto incapace di intendere e di volere al momento dei fatti, è accusato per il decesso del padre avvenuto dopo il ricovero seguito alle gravi lesioni riportate in casa
L'appartamento dove è avvenuta la violenta lite in via Podgora
L’appartamento dove è avvenuta la violenta lite in via Podgora

GROSSETO. La Procura di Grosseto ha chiesto il rinvio a giudizio per Alessandro Tosi, 64 anni, in relazione alla morte del padre Giuliano, 97 anni, deceduto il 15 luglio scorso in una casa di riposo dopo un ricovero ospedaliero e l’aggressione subita dal figlio in via Podgora.

L’ipotesi di reato contestata è omicidio preterintenzionale. L’udienza preliminare è già stata fissata e si terrà tra poco più di un mese. L’uomo è difeso dall’avvocato Roberto Cerboni.

L’episodio di maggio

I fatti risalgono al 27 maggio scorso, all’interno dell’appartamento di famiglia in via Podgora, a Grosseto. In quell’occasione l’anziano rimase gravemente ferito al volto e a un occhio, riportando lesioni molto serie.

Inizialmente l’accusa formulata nei confronti del figlio era stata quella di tentato omicidio. Dopo la morte del padre, il capo d’imputazione era stato modificato in omicidio volontario.

L’incidente probatorio e la perizia psichiatrica

Nel corso dell’incidente probatorio svolto nei mesi successivi, i consulenti nominati dal giudice hanno stabilito che il 64enne, al momento dei fatti, era totalmente incapace di intendere e di volere.

Gli accertamenti hanno escluso l’intenzione di uccidere. Secondo la ricostruzione tecnica, l’uomo si sarebbe trovato in uno stato di grave disorientamento psicologico e non avrebbe avuto la volontà di aggredire il padre. Le lesioni riscontrate sarebbero compatibili con un gesto compiuto in uno stato di alterazione, senza la consapevolezza delle conseguenze.

Il decesso due mesi dopo

L’aggressione non sarebbe stata di per sé immediatamente mortale. Tuttavia il ricovero, l’allettamento e le complicazioni successive, in una persona di 97 anni, avrebbero determinato un peggioramento progressivo fino al decesso, avvenuto a metà luglio.

Alla luce degli esiti peritali, la Procura ha ora riformulato l’accusa in omicidio preterintenzionale, ritenendo che la morte sia stata una conseguenza non voluta di quanto accaduto quel giorno.

Sarà il giudice dell’udienza preliminare a decidere se disporre il processo.

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