GROSSETO. Ha aperto il negozio nel 1984, quando era stato appena costruito il centro commerciale di Gorarella. Ora, dopo 41 anni, per Catia Mariani, titolare di La Mimosa, è arrivato il momento della pensione. Un momento che le riempie il cuore di gioia, ma anche di tanta nostalgia.
«Ho aperto quando avevano appena finito di costruire il centro commerciale di Gorarella, dopo aver frequentato un corso di due anni in florovivaismo – dice Catia – Ho cercato per qualche tempo un lavoro, ma poi ho deciso di avviare una mia attività. Sono stati anni bellissimi, in cui mi sono trovata bene con tutti, sia con i miei vicini di attività che con i miei clienti. Ma per me è giunto il momento di andare in pensione».
Catia ha lavorato molto in questi 41 anni e, con il tempo, la sua attività è diventata un punto di riferimento per tutto il quartiere. Ora, però, si dedicherà alla sua famiglia e al trekking, una delle sue più grandi passioni.
«Sento già la nostalgia»
L’attività di Catia si chiamava “La Mimosa” e in questi anni ha accompagnato la vita del centro commerciale di Gorarella. La donna si è dedicata ai clienti e, con un tocco della sua fantasia, ha reso speciali molti momenti importanti della loro vita, che fosse un modo per fare pace o per ringraziare qualcuno.
«Mi manca molto il contatto con il pubblico: in molti mi raccontavano le loro storie. C’era chi cercava un modo per scusarsi con qualcuno e chi voleva rendere omaggio a una persona – dice Catia – Tutti loro hanno condiviso con me momenti speciali e momenti difficili. Ho cercato di vivere questo distacco in modo graduale, non definitivo, quindi tutte le mattine vado in negozio per sistemare alcune cose e metterne via altre. Ho avuto una sensazione strana il 14 febbraio, per San Valentino: di solito facevo l’una di notte e poi tornavo in negozio alle 5 del mattino per avere tutto pronto. Quest’anno, invece, sono rimasta a casa sul divano».
Negli anni Catia ha vissuto il centro commerciale come una casa e ne ha visto i cambiamenti. «Il centro commerciale di Gorarella, per quanto se ne dica, è un punto di riferimento per molti cittadini. E il quartiere è davvero fantastico – dice – Negli anni ho tessuto ottimi rapporti anche con le altre attività e ho visto quel posto crescere moltissimo. Si tratta di molti servizi messi a disposizione per i cittadini».
La pensione e l’attività
Per il suo lavoro Catia ha dato tanto e, molto spesso, ha svolto anche il ruolo di ascoltatrice per i suoi clienti. Per qualcuno di loro aveva anche consigli preziosi da offrire. La donna ha lasciato diversi cartelli fuori dall’attività per ringraziare tutte le persone che negli anni hanno reso speciale il suo lavoro.
«Ho detto alle altre attività che resto a disposizione se avranno bisogno di una mano. Ora mi dedicherò al trekking: non vedo l’ora di partire per fare la Via delle Fate, che collega piazza Maggiore di Bologna a piazza della Signoria di Firenze – dice – E starò anche con la mia famiglia, i miei genitori, i miei figli adolescenti e avrò anche il tempo per andare da mia figlia a Londra».
«L’attività è in vendita e le serrande sono già abbassate. Spero che qualcuno possa portare avanti il lavoro che ho iniziato – conclude – Magari qualche giovane con la passione per questo mestiere. Sono anche disposta a insegnargli il lavoro e a spiegargli come gestire questo tipo di attività».



