PIOMBINO. Controlli nei luoghi di lavoro nel territorio della provincia di Livorno e in particolare a Piombino e in Val di Cornia. I carabinieri del nucleo ispettorato del lavoro hanno denunciato il titolare di un’azienda operativa nel piombinese per irregolarità legate alla sorveglianza sanitaria e alla redazione del documento di valutazione dei rischi.
Controlli del nucleo ispettorato del lavoro di Livorno
L’operazione rientra nella campagna di verifiche agli esercizi pubblici e alle attività produttive promossa dai carabinieri per garantire la sicurezza dei lavoratori e prevenire irregolarità.
I militari del nucleo Ispettorato del lavoro di Livorno, reparto speciale dell’Arma che opera in coordinamento con il comando provinciale carabinieri di Livorno, hanno effettuato alcune ispezioni in diverse attività del territorio.
Al termine di un controllo eseguito nel piombinese, è emersa una serie di violazioni in materia di sicurezza sul lavoro a carico del titolare di un’azienda, un uomo poco più che trentenne, residente in zona.
Le irregolarità contestate
Nel dettaglio, i carabinieri hanno contestato al titolare la mancata sottoposizione di tre lavoratori alla visita medica pre-assuntiva prevista dal programma di sorveglianza sanitaria e la redazione del DVR (documento di valutazione dei rischi) senza includere la valutazione relativa a un’attività secondaria di pulizia degli edifici
Il documento di valutazione dei rischi è obbligatorio per legge e contiene l’analisi e la valutazione dei rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori. Si tratta di uno strumento fondamentale per prevenire infortuni e ridurre al minimo eventuali criticità nei luoghi di lavoro.
Secondo quanto accertato, l’assenza della valutazione sull’attività secondaria avrebbe reso incompleto il documento.
Denuncia e sanzioni
Le violazioni riscontrate hanno comportato il deferimento in stato di libertà dell’uomo alla Procura della Repubblica di Livorno.
Sono state inoltre elevate ammende per un importo complessivo superiore ai 2mila euro.
Nel rispetto dei diritti della persona indagata, si ricorda che l’uomo è da ritenersi presunto innocente fino a sentenza definitiva, considerata l’attuale fase del procedimento, quella delle indagini preliminari.