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Via libera al nuovo regolamento per l’housing sociale

Un sistema organico che unisce sostegno economico e percorsi di autonomia, introducendo per la prima volta misure specifiche per le emergenze abitative
Una veduta di Piombino, nel riquadro Vittorio Ceccarelli
Una veduta di Piombino, nel riquadro Vittorio Ceccarelli

PIOMBINO. La seduta in consiglio comunale ha segnato una svolta nelle politiche welfare approvando il nuovo regolamento per l’accesso alle misure di housing sociale.

Per la prima volta, l’amministrazione mette a sistema in modo strutturato i contributi per l’affitto e il sostegno abitativo, creando garanzie stabili ma flessibili, capaci di adattarsi ogni anno alle reali necessità della cittadinanza.

Frutto della collaborazione con il servizio sociale territoriale, il documento non si limita a erogare sussidi, ma punta a ridurre la marginalità e a favorire il recupero dell’indipendenza dei nuclei familiari in difficoltà.

Il piano di sostegno

Il piano si articola in tre diverse tipologie di intervento, pensate per coprire ogni sfumatura del bisogno abitativo:

  • Housing ordinario: un contributo una tantum per chi deve affrontare il canone di locazione o le spese iniziali per l’ingresso in una nuova casa.
  • Housing ricorrente: un sostegno periodico inserito in progetti personalizzati. In questo caso, il beneficio economico è legato a un percorso di accompagnamento verso l’autonomia concordato con i servizi sociali.
  • Housing in emergenza: la vera novità del regolamento. Una misura tempestiva per gestire situazioni impreviste di inagibilità o perdita dell’alloggio, che copre anche i costi di strutture ricettive o accoglienza temporanea.

«Vogliamo che il sostegno economico sia accompagnato da un forte impegno educativo e motivazionale – ha dichiarato l’assessore alle politiche sociali Vittorio Ceccarelli – Aiutare significa stimolare le persone a un percorso attivo per superare la fragilità».

Requisiti e lotta alla passività

Per accedere all’housing ordinario, il regolamento fissa paletti chiari: residenza o stanzialità nel Comune, limiti ISEE definiti dai bandi, assenza di proprietà immobiliari e, in caso di morosità, la prova che questa sia incolpevole.

Un punto cardine del nuovo regolamento riguarda il contrasto all’assistenzialismo passivo. Per i nuclei che dichiarano l’assenza di lavoro, l’erogazione del contributo sarà vincolata, salvo casi di estrema vulnerabilità, alla presentazione della DID, ovvero la dichiarazione di immediata disponibilità al centro per l’impiego o alla partecipazione a corsi di formazione e attività di volontariato.

Risorse e modalità di domanda

La misura sarà finanziata dal bilancio comunale e da eventuali fondi terzi, agendo come paracadute laddove i contributi regionali o statali non risultino sufficienti.

Le domande di accesso alle misure di housing ordinario possono essere presentate per tutta la durata dei bandi, che possono prevedere anche una raccolta continua delle richieste, così da garantire una risposta il più possibile tempestiva ai bisogni delle famiglie.

L’istruttoria è curata dall’ufficio politiche sociali e la valutazione è demandata alla commissione sociale, che può individuare priorità di accesso in presenza di situazioni particolarmente gravi o urgenti.

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