Rapina in banca a San Vincenzo, l’operazione dei carabinieri: così è stato smantellato il gruppo | MaremmaOggi Skip to content

Rapina in banca a San Vincenzo, l’operazione dei carabinieri: così è stato smantellato il gruppo

Smantellato il gruppo ritenuto responsabile della rapina alla filiale Castagneto Banca di San Vincenzo. I carabinieri, coordinati dalla procura di Livorno, hanno eseguito arresti tra Toscana e Piemonte e recuperato l’intero bottino, 330mila euro. La ricostruzione dell’assalto del 29 dicembre, delle indagini e del blitz che ha portato alle misure cautelari
La filiale di San Vincenzo della Castagneto Banca: l'operazione dei carabinieri ha permesso di arrestare i responsabili e recuperare il bottino
La filiale di San Vincenzo della Castagneto Banca: l’operazione dei carabinieri ha permesso di arrestare i responsabili e recuperare il bottino

SAN VINCENZO. La rapina alla filiale Castagneto Banca 1910 di San Vincenzo non è stata un gesto improvvisato, ma un colpo organizzato nei dettagli. A distanza di pochi giorni dall’assalto, l’operazione condotta dai carabinieri della Compagnia di Cecina, sotto il coordinamento della procura di Livorno, ha portato allo smantellamento del gruppo ritenuto responsabile, con arresti eseguiti tra Toscana e Piemonte e il recupero dell’intero bottino.

L’assalto alla filiale: la mattina del 29 dicembre

È la mattina del 29 dicembre 2025 quando due uomini entrano nella filiale di corso Italia. Uno dei due agisce a volto scoperto, impugnando un taglierino con il quale minaccia il cassiere e si fa consegnare il denaro custodito nel caveau.

In contemporanea, il complice prende il controllo dell’area aperta al pubblico: immobilizza clienti e dipendenti con fascette da elettricista, blocca i polsi delle vittime e sequestra i telefoni cellulari, impedendo l’immediato allarme. In pochi minuti i rapinatori si allontanano con oltre 330mila euro in contanti e valuta estera .

Le indagini partono subito

L’intervento investigativo scatta immediatamente. Fondamentale, nelle prime ore, lo scambio informativo tra carabinieri di Cecina e polizia di Stato di Piombino, che consente di ricostruire rapidamente la dinamica del colpo e di individuare i primi movimenti sospetti.

Le immagini delle telecamere di videosorveglianza interne alla banca permettono di riconoscere i due autori materiali e di delinearne i ruoli.

Il primo fermo e il recupero del denaro

Già il giorno stesso della rapina, a Marina di Cecina, viene individuato un primo soggetto, Vincenzo Antonio Beltrame, in possesso di 13.865 euro in contanti, ritenuti parte del bottino.

Il 30 dicembre, i carabinieri rintracciano uno degli esecutori materiali in provincia di Novara, Salvatore Beltrame, dove alloggiava in una struttura alberghiera sotto falsa identità. All’interno dei bagagli vengono sequestrati oltre 280mila euro, oltre al taglierino e alle fascette utilizzate durante la rapina. Con questi sequestri viene recuperata l’intera refurtiva, successivamente restituita all’istituto di credito.

Il ruolo del supporto logistico

Le indagini consentono anche di individuare una figura che avrebbe fornito supporto logistico, in particolare mettendo a disposizione documenti d’identità e favorendo la temporanea irreperibilità del rapinatore principale, in cambio di una parte del denaro sottratto.

Scattano le misure cautelari

Nelle prime ore del 10 gennaio 2026 viene eseguita l’ordinanza del gip del tribunale di Livorno con arresti e perquisizioni tra Cecina, Monteroni d’Arbia e Novara.

Un indagato viene ristretto in carcere a Novara, mentre il secondo presunto autore del colpo, Alessandro Rabazzi di Monteroni d’Arbia, viene sottoposto agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico. Durante la perquisizione a carico di quest’ultimo vengono rinvenute anche dosi di hashish e cocaina e un bilancino di precisione, con conseguente contestazione di un ulteriore reato legato allo spaccio.

Un’indagine ancora aperta

La procura prosegue gli accertamenti per chiarire eventuali ulteriori responsabilità e ricostruire in modo completo la rete di fiancheggiatori e supporti logistici che hanno consentito la preparazione e l’esecuzione della rapina.

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