GROSSETO. Ci sono momenti dell’anno che, più di altri, invitano a fermarsi e a fare il punto. La fine di dicembre e l’inizio di gennaio sono, per tradizione, il tempo dei bilanci: personali, collettivi, politici… Si guarda all’anno che si chiude, a ciò che è stato fatto, a ciò che ha funzionato e a ciò che può essere migliorato, mentre la mente comincia già a proiettarsi in avanti, verso il futuro e verso le scelte che ne determineranno il percorso.
È proprio in questo clima di passaggio e di riflessione che ben si inserisce il racconto dell’approvazione del bilancio provinciale per il prossimo triennio da parte della Provincia di Grosseto – un traguardo che il presidente Francesco Limatola definisce importantissimo. Il documento di programmazione economico-finanziaria viene infatti approvato con largo anticipo rispetto al passato, segnando una chiara volontà politica: non rincorrere gli eventi, ma farsi trovare pronti, costruendo per tempo le basi su cui poggeranno le politiche e gli investimenti dei prossimi anni.
Dal bilancio una visione politica e istituzionale
Il bilancio provinciale non è solo un documento contabile: è la fotografia di un lavoro collettivo, di risorse utilizzate con attenzione, di investimenti pensati per il presente ma soprattutto per il futuro. Dietro ogni numero ci sono strade più sicure, scuole, servizi, attenzione ai più fragili, opportunità per i giovani. C’è l’idea che anche in tempi difficili le istituzioni debbano essere un presidio solido e credibile.
«Il 2026 che si apre davanti a noi non sarà un anno semplice», afferma Limatola. «Le sfide sono grandi: infrastrutture, transizione ecologica, transizione digitale, lavoro, coesione sociale, il ruolo stesso delle Province che continuano a operare in un contesto di incertezza normativa e finanziaria. Ma non è nel nostro carattere tirarci indietro. Questo territorio ha sempre dimostrato di saper trasformare le difficoltà in occasioni di crescita, quando c’è visione, collaborazione e senso di comunità».
La Provincia come Casa dei Comuni
In questo senso, l’approvazione anticipata del bilancio triennale della Provincia di Grosseto si inserisce in un percorso politico più ampio, che punta a rafforzare il ruolo delle Province dopo anni segnati dagli effetti della Legge n. 56/2014, nota come Legge Delrio. Così prende forma il concetto di Provincia intesa come Casa dei Comuni – un’espressione che Limatola tiene a chiarire non essere uno slogan, ma una linea programmatica concreta.
Essere Casa dei Comuni, dunque, significa coordinare, supportare, mettere a sistema competenze e risorse. Un primo esempio è l’importante lavoro svolto sul potenziamento dell’Ufficio Europa, pensato per essere punto di raccordo tra i Comuni e la Comunità europea. «La Provincia deve essere sempre più il braccio operativo dei Comuni, un alleato concreto che affianca le amministrazioni locali nella realizzazione delle opere pubbliche, soprattutto dove le strutture sono più fragili. Un supporto diretto e qualificato al RUP, fatto di competenze tecniche, accompagnamento amministrativo e capacità di tradurre le risorse disponibili in cantieri reali, nei tempi giusti e con regole chiare».
Ma la Provincia è anche molto di più: è il luogo della visione, della pianificazione strategica di area vasta. Serve a tenere insieme il territorio, a costruire scelte condivise su infrastrutture, servizi e sviluppo. Perché coordinare significa rafforzare, e programmare significa dare futuro: solo così le opere pubbliche potranno smettete di essere singoli interventi e diventare pezzi di un disegno comune per la crescita dell’intera comunità provinciale.
Ufficio Europa: progettare insieme per non perdere opportunità
Lo abbiamo nominato, e allora vale la pena approfondire subito uno dei tasselli fondamentali del bilancio triennale della Provincia di Grosseto: il potenziamento dell’Ufficio Europa, pensato come strumento strategico a servizio soprattutto dei Comuni più piccoli. Dalla progettazione alla gestione, fino alla rendicontazione dei finanziamenti europei e dei programmi di cooperazione territoriale, attraverso l’Ufficio Europa la Provincia si propone come punto di riferimento stabile.
«Spesso i Comuni rinunciano a partecipare ai bandi europei perché mancano le competenze o il personale necessario», osserva Limatola. «L’Ufficio Europa serve proprio a questo: evitare che risorse importanti restino inutilizzate». Un supporto che non si limita alla fase iniziale, ma accompagna gli enti lungo tutto il percorso. «Progettare bene e rendicontare correttamente è fondamentale per non perdere i finanziamenti ottenuti», conclude il presidente. «Anche qui la Provincia fa la sua parte, mettendo a sistema competenze che da sole, per molti Comuni, sarebbero difficili da sostenere».
Le Stazioni uniche appaltanti: più efficienza e trasparenza per i Comuni
Uno dei pilastri su cui poggia il bilancio provinciale per il prossimo triennio è il rafforzamento delle Stazioni uniche appaltanti (SUA), uno strumento che consente ai Comuni di gestire in forma associata e coordinata un’ampia gamma di procedure di gara. Dalle opere pubbliche ai servizi, fino alle forniture, la Provincia si propone come soggetto capace di garantire competenze, uniformità e tempi più certi.
«Le Stazioni uniche appaltanti sono uno degli esempi più concreti di cosa significa essere casa dei Comuni», spiega Francesco Limatola. «Molti enti, soprattutto i più piccoli, non hanno al loro interno risorse sufficienti per affrontare procedure sempre più complesse. La Provincia può mettere a disposizione professionalità e struttura, assicurando trasparenza, legalità ed efficienza». Un modello che, secondo il presidente, permette anche di ridurre il rischio di contenziosi e di accelerare la realizzazione degli interventi.
Digitalizzazione e intelligenza artificiale per semplificare i processi e assistere i cittadini
Accanto al tema degli appalti, il bilancio guarda con decisione alla digitalizzazione dei Comuni e all’utilizzo delle nuove tecnologie, compresa l’intelligenza artificiale, come leva per semplificare i processi amministrativi e migliorare i servizi ai cittadini. Anche in questo caso, la Provincia intende svolgere un ruolo di coordinamento e accompagnamento. «La transizione digitale non è più un’opzione, è una necessità», sottolinea Limatola. «Ma non tutti i Comuni partono dallo stesso livello: il compito della Provincia è fare da regia, aiutare a colmare i divari e a rendere i servizi più accessibili».
L’uso dell’intelligenza artificiale viene letto in chiave pratica, come strumento di supporto alla gestione dei procedimenti e alla semplificazione burocratica. «Se riusciamo a liberare tempo e risorse negli uffici, possiamo restituirle ai cittadini sotto forma di risposte più rapide e servizi più efficienti», aggiunge il presidente. Una visione che mette al centro non la tecnologia in sé, ma il suo impatto sulla qualità della vita delle comunità locali.
Uno sguardo al futuro della Maremma
Nel quadro che abbiamo presentato, ormai è chiaro, il bilancio triennale approvato dalla Provincia di Grosseto rappresenta il tentativo di restituire centralità a un ente che oggi rivendica un ruolo attivo al fianco dei Comuni. «La Provincia non è un livello intermedio inutile, ma uno strumento di coordinamento e di supporto», ribadisce Francesco Limatola. «Se funziona la Provincia, funzionano meglio anche i Comuni». Una visione che guarda al futuro con pragmatismo e che, proprio grazie a una programmazione anticipata, prova a trasformare le difficoltà in opportunità, mettendo al centro i territori e le comunità che li abitano.

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