PIOMBINO. Dopo il flop della prima gara, l’Asl Toscana nord ovest ci riprova.
È stato pubblicato il nuovo bando per la ristrutturazione del pronto soccorso dell’ospedale di Piombino, un intervento da 4,3 milioni di euro che punta a rivoluzionare gli spazi e migliorare l’accoglienza per i pazienti.
Una gara andata deserta, ora il rilancio
La prima procedura, chiusa il 4 luglio, era andata deserta: nessuna delle dieci ditte invitate aveva presentato un’offerta. Ora l’azienda sanitaria ha scelto di riaprire la gara con procedura aperta, così da permettere la partecipazione a un numero maggiore di imprese.
Il nuovo termine per la presentazione delle offerte è il 7 novembre, mentre l’aggiudicatario avrà 480 giorni consecutivi per completare i lavori dal momento della consegna del cantiere.
Adeguamenti e tagli per contenere i costi
Il progetto è rimasto lo stesso, ma è stato necessario aggiornare i prezziari per tenere conto dell’aumento dei costi di materiali e lavorazioni.
Questo ha comportato un incremento di spesa di circa 381mila euro, compensato da alcune riduzioni nelle opere accessorie, che saranno affidate in un secondo momento per un valore di circa 344mila euro.
In questo modo, l’Asl ha potuto mantenere invariato l’importo complessivo dell’appalto.
Il nuovo pronto soccorso: più spazio e comfort
Il futuro pronto soccorso nascerà al piano terra dell’ospedale di Villamarina, dove oggi si trovano mensa, spogliatoi e alcuni uffici tecnici.
L’obiettivo è raddoppiare gli spazi a disposizione dell’area emergenze e rendere più rapidi i collegamenti con radiologia e sale operatorie, oggi situate due piani più in alto.
Nel dettaglio, l’intervento riguarda una superficie complessiva di 2.850 metri quadrati, di cui:
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1.200 mq per i nuovi locali del pronto soccorso,
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1.150 mq di sistemazione esterna,
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500 mq per ricollocare i servizi trasferiti.
Tempi e prospettive
Il bando è stato pubblicato l’8 ottobre e l’obiettivo dell’Asl è arrivare all’aggiudicazione entro pochi mesi.
Resta tuttavia in bilico la previsione di concludere i lavori entro il 2027, come ipotizzato in primavera: il cronoprogramma da 480 giorni lascia pochi margini per ulteriori ritardi.