Dramma Liberty Magona, il 30 settembre la mobilitazione | MaremmaOggi Skip to content

Dramma Liberty Magona, il 30 settembre la mobilitazione

Promesse non mantenute, stipendi non accreditati. I lavoratori hanno bisogno di certezze. La mobilitazione organizzata dall’Appello per il lavoro, il 30 settembre, alle 15, in piazza Cappelletti
La Liberty Magona
La Liberty Magona di Piombino

PIOMBINO. La vicenda Liberty Magona sembra non trovare una soluzione. Dalle promesse non mantenute a nessuna trattativa in corso, i lavoratori senza stipendio non riescono a sostenere ancora un giorno in più una gravità simile.

Martedì 30 settembre, la mobilitazione in piazza Cappelletti.

Il contesto 

La Magona, oggi “Liberty Magona”, è uno stabilimento a Piombino specializzato nei laminati piani zincati e preverniciati, parte del gruppo Liberty GFG.

Da tempo il gruppo affronta gravi tensioni finanziarie, soprattutto legate al tracollo di Greensill Capital, che aveva legami con la finanziabilità delle società della galassia Liberty.

La crisi aziendale riguarda circa 500 lavoratori diretti e interinali, con pesanti ricadute per le loro famiglie e per l’indotto locale.

La questione degli stipendi non pagati

A settembre 2025 gli stipendi di agosto non sono stati ancora versati sui conti correnti degli impiegati ed operai dallo stabilimento Liberty Magona.

In un incontro al Ministero, Mimit, tenutosi il 16 settembre, la proprietà si era impegnata a saldare gli arretrati entro il 25 settembre. Una promessa che però non è stata mantenuta: il bonifico promesso non è arrivato nei tempi previsti. Forse, sostiene l’azienda, i fondi potrebbero arrivare solo entro il 30 settembre, ma in merito non vi è alcuna certezza.

I sindacati non ci stanno e prevedendo il rischio che non arrivi proprio niente, hanno convocato un’assemblea urgente nello stabilimento. 

Le trattative per la cessione e il ruolo di Trasteel

Sul tavolo delle trattative c’è l’interessamento di Trasteel, società svizzera, che era entrata nelle fasi esplorative per acquisire o affittare il ramo d’azienda. Però Trasteel non sembra intenzionata, almeno per ora, a prendere in locazione l’azienda già con pieno controllo: la proposta è più di tipo di fornitura dei materiali e supporto per la ripartenza.

L’acquisto? Una decisione che potrebbe essere presa solo successivamente.

Questa frenata nell’offerta complica la prospettiva di un rilancio industriale stabile. E, in questo momento, la stabilità è l’unica cosa che i lavoratori ricercano. 

L’appello per il lavoro

L’Appello per il Lavoro lancia un grido di allarme che non può e non deve rimanere inascoltato.

«Sulla crisi di Liberty Magona, simbolo della nostra storia industriale e della migliore cultura del lavoro a Piombino, è ora di dimostrare compattezza e orgoglio. – sostengono con fermezza sulla propria pagina social – Non è il momento di dividersi. Il nostro territorio, impoverito e stremato da anni di crisi industriale, non può permettersi ulteriori arretramenti. La Magona è la nostra Linea del Piave: dobbiamo resistere per poter ripartire».

«Uniamoci per dimostrare che la nostra comunità non abbandona i suoi lavoratori. – continuano – Dobbiamo mostrare la nostra sensibilità e la nostra unità nella difesa del lavoro e del futuro di tutti i cittadini della Val di Cornia. Il tempo delle schermaglie politiche è finito!».

La mobilitazione

Il 30 settembre i lavoratori scenderanno in piazza. La manifestazione partirà da piazza Cappelletti e terminerà in via Ferruccio davanti al Comune e prenderà avvio dalle ore 15

Difendere la Magona significa difendere Piombino, questo l’appello d’invito a partecipare con un solo obiettivo comune, ridare stabilità allo stabilimento e a chi ci lavora.

La locandina della manifestazione
La locandina della manifestazione

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